Radiazioni mediche da ecografia e tac, nel referto anche mappa del rischio

26 aprile 2017 ore 15:47, Americo Mascarucci
Tutti coloro che si sottoporranno ad esami radiologici presso l'ospedale Mauriziano di Torino verranno informati sulla quantità di radiazioni che hanno ricevuto. E’ questo infatti l’obiettivo di un innovativo progetto sperimentato dal Dipartimento Diagnostica e Servizi con il coordinamento e supporto della Fisica sanitaria  dell’ospedale torinese. Così facendo, ogni paziente potrà sapere quante radiazioni ha assorbito nel corso di ogni singolo esame radiologico al quale si è sottoposto.
Radiazioni mediche da ecografia e tac, nel referto anche mappa del rischio

IL PROGETTO - La ditta G-Squared di Vicenza ha sviluppato un software in grado di scambiare informazioni con il sistema di archiviazione delle immagini radiologiche ed elaborare un rapporto di dose che, una volta trasmesso al sistema, viene quindi inserito automaticamente nel cd del paziente insieme alle immagini ed al referto radiologico. In questo modo, il paziente non solo avrà accesso alle immagini radiologiche ma sarà anche in grado di conoscere direttamente i dati relativi all’esposizione a radiazioni ionizzanti. Il paziente, oltre al dato riguardante l’esposizione radiologica, se desidera potrà avere ulteriori informazioni più dettagliate e spiegazioni scrivendo direttamente alla Fisica sanitaria, alla mail indicata in fondo al referto. In questo modo, aumentando la sensibilizzazione, si potrà incidere indirettamente sulle esposizioni ripetute a radiazioni ionizzanti, il cui incremento può aumentare il rischio di lesioni alle cellule e al DNA e quindi di sviluppare un tumore.

I DATI - "Le radiazioni mediche cui siamo esposti - spiegano all'azienda ospedaliera - sono più che raddoppiate negli ultimi 20-30 anni. La causa è da attribuire in parte alla medicina difensiva, ma anche all'utilizzo di strumenti diagnostici sempre più potenti come la Tac, preferita alla radiografia perché consente una visione maggiore. La Tac, però, equivale a circa 250 lastre al torace".
Nel 1980 le radiazioni cui era sottoposto un qualsiasi soggetto erano per l’80% di tipo naturale – cioè provenienti dall’ambiente – e solo il 15% di tipo medico. Percentuali che nell’arco di 30 anni si sono quasi ribaltate con le radiazioni utilizzate in ambito clinico, che oggi toccano quasi il 50% del totale. La principale fonte di radiazioni mediche è la tomografia computerizzata con il 77% della dose collettiva totale. Ormai si preferisce usare la Tac alla radiografia perché consente una visione maggiore, ma una Tac equivale a circa 250 lastre al torace.

I RISCHI - Statisticamente, ciascuno di noi ha una possibilità su tre di ammalarsi di cancro a un certo punto della vita. Per provare a contestualizzare il rischio di danno cellulare causato dall’esposizione alle radiazioni in applicazioni di imaging medicale, la Health Protection Agency (HPA)4 britannica ha calcolato che:
• un esame radiologico del torace, dei denti, delle braccia o dei piedi equivale ad alcuni giorni di fondo di radiazioni naturali e ha meno di una possibilità su un milione di provocare il cancro;
• un esame radiologico della testa o del collo equivale ad alcune settimane di fondo di radiazioni naturali e ha una possibilità su 100.000 – 1.000.000 di provocare il cancro;
• un esame radiologico del seno (mammografia), delle anche, della colonna vertebrale, dell’addome o del bacino equivale da alcuni mesi a un anno di fondo di radiazioni naturali e ha una possibilità su 10.000 – 100.000 di provocare il cancro; infine
• un esame radiologico con mezzo di contrasto, ad esempio pasto baritato, equivale ad alcuni anni di fondo di radiazioni naturali e ha una possibilità su 1.000 – 10.000 di provocare il cancro.

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