Decreto appropriatezza, addio a 203 ticket e chi sbaglia paga: medici di famiglia Vs Lorenzin

26 gennaio 2016 ore 10:45, Marta Moriconi
Tutti contro il decreto appropriatezza previsto dal Dl Enti locali di agosto, quello per capirci, che aveva già sollevato polemiche nel 2015 e che ora è pubblicato in Gazzetta ufficiale. 
Ieri come oggi le polemiche la fanno da padrone. Il problema è che la norma prevede anche una stretta sui medici con tanto di principio introdotto del "chi sbaglia paga", per evitare che “elargiscano” con facilità analisi e controlli.

Ma tutto questo è pericoloso, perché si parla della salute dei pazienti e non sempre la diagnosi è immediata. I più negativi e sul piede di guerra sono i medici di famiglia che attraverso la Fimmg si presentano come in “netta opposizione ad un sistema di sanzionamento e ad un decreto ministeriale limitante".
La nota del sindacato è netta ed è tutta una critica al ministro Lorenzin, rea di non aver attuato le modifiche richieste e "non ha rispettato l’impegno pubblicamente assunto di mitigare la norma, se il D.M. è la ricetta per aiutare la sostenibilità del SSN la scelta è caduta sulla negazione dei diritti dei cittadini". Per Fimmg "al di là della improponibilità e contraddittorietà logica dello strumento utilizzato rispetto al fine dichiarato, oggi che il D.M. è “perfezionato” e vigente, nonostante tutte le motivate obbiezioni del mondo medico, ha l’unico pregio della coerenza! Infatti è confuso nel definire il sistema di attribuzione delle responsabilità ed equivoco in alcune limitazioni di erogabilità esattamente come nella sua prima stesura in bozza”.

La paura è sugli effetti, dire addio a 203 prestazioni mediche (che da oggi pagheremo) significa determinare, per i medici di famiglia, "una incertezza che compromette l’attività professionale dei medici e la fiducia dei pazienti nelle loro scelte, inevitabili saranno le contestazioni  da parte dei cittadini ai medici prescrittori, lasciati  soli nel proprio studio a dover giustificare scelte che non condividono e che non capiscono. Tutto questo avrà come risultati solo numerosi disagi e l’aumento della spesa privata”.
A questo punto l'unica "arma" in mano ai medici è "il ricatto" e tentano di far arrivare a Lorenzin un avvertimento: dicono che saranno "costretti ad assumere d’ora in poi un atteggiamento “difensivo” nei confronti di possibili successive decisioni arbitrarie e sanzionatorie da parte di funzionari aziendali che non si sono mai confrontati con il bisogno di assistenza del singolo individuo, mentre conoscono bene la, per loro tutelante, ottusità applicativa della legge. Inevitabile sarà poi l'ulteriore aumento del carico burocratico (per ogni singolo esame ematico previsto dal decreto  bisognerà indicare in ricetta le condizioni di erogabilità!!) a scapito del tempo dedicato alle visite”.Insomma aspettiamoci una mobilitazione di tutta la categoria medica "contro il depotenziamento del ruolo del medico e di definanziamento creativo” come lo chiamano i medici. 
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