Virus Zika: il virus è destinato a espandersi. Si può fermare?

26 gennaio 2016 ore 14:46, intelligo
di Anna Paratore

Nei giorni scorsi vi abbiamo lungamente parlato di questa nuova emergenza sanitaria causata dal virus Zika, che colpisce in maniera gravissima soprattutto le donne incinte e i loro feti. Adesso, però, dal Centro Malattie Infettivi di Atlanta, negli USA, arriva un’indiscrezione su come arginare questa grave situazione. A parlarne è Ford Vox, medico specializzato in medicina riabilitativa e giornalista per una stazione radio locale.
Vox esordisce spiegando che il virus Zika fa parte dello stesso ecosistema di cui facciamo parte anche noi, e che sta inesorabilmente cambiando. Battere lo Zika, quindi, richiederà un’apertura all’innovazione sia da parte della tecnologia ma anche, e forse soprattutto, della politica, sanitaria e non solo.

Come già detto, il virus Zika viene veicolato in numerosi paesi delle Americhe dalla zanzara specie Aedes Aegypti , già tristemente nota per essere veicolo anche di altri gravi virus, come la febbre gialla, la dengue, la chikungunya, e altro ancora. L’Aedes Aegypti si riconosce per il corpo dove si notano puntini bianchi, e dovrebbe la sua ampia diffusione anche alla capacità di superare inverni molto rigidi. Dice ancora Vox che questa specie ha avuto la capacità di evolversi come l’essere umano, adattandosi proprio affinché fosse la nostra specie una delle sue vittime preferite. Ora, a causa del riscaldamento climatico, la sua capacità di adattamento si è estesa a dismisura. Tra l’altro, non sarebbe la prima volta che un’epidemia scatenata da zanzare potrebbe rivelarsi mortale per milioni di persone, basta pensare appunto alla febbre gialla e alla dengue.

Per ora, già abbastanza terrorizzanti, sono i 3893 casi di microcefalia riscontrati in altrettanti neonati o aborti verificatisi in Brasile e legati allo Zika. I medici infatti hanno rinvenuto la presenza dello Zika nel liquido amniotico dei feti affetti da microcefalie e anche nei loro cervelli e nelle placente. Senza considerare che ormai è provato che lo Zika può causare anche una paralisi chiamata sindrome di Guillain-Barre. E, sebbene in paesi come il Brasile si sia già avuto a che fare con virus abbastanza simili come il West Nile, mai si era verificata una velocità di diffusione come per lo Zika, che ha fatto aumentare i casi di microcefalie di 20 volte nel solo 2015.

Dice Vox che un vaccino per lo Zika è possibile da realizzare, ma considerando i tempi di sviluppo e soprattutto quelli legati alla sperimentazione sull’uomo, è necessario trovare altre condotte che possano bloccare l’avanzata del virus. Un approccio che ha mostrato già un certo successo in alcuni paesi del Sud America e dei Caraibi, e che in questo momento è sotto la lente della Food and Drug Administration americana che lo sta testando, è quello di rivolgere direttamente le attenzioni alla zanzara veicolo del virus. Una società bioetica britannica, la Oxitec, ha geneticamente modificato l’Aedes aegypti inserendo 2 nuovi geni nel dna della zanzara in modo che le sue uova rispondano a sollecitazioni luminose, rendendo molto più semplice identificazione dei depositi, e facendo in modo che la prole muoia prima di giungere a maturazione.

Il tutto unito anche alla tecnica dell’insetto sterile, che consiste nell’immettere nelle popolazioni di zanzare maschi sterili anch’essi geneticamente modificati, con cui far accoppiare le femmine, per impedire ulteriori deposizioni di uova. In questo caso si tratterebbe di una tecnica più elaborata rispetto a quelle già sperimentate in passato su altre specie e con successo. Purtroppo, aggiunge Vox, le tecniche di manipolazione genetica, sebbene in questo caso non c’entrino assolutamente nulla con l’essere umano, ma anzi vengano usate per proteggerlo, sono malviste dalle comunità, che quindi sono sempre restie a dare pareri positivi al loro uso. Adesso però, dopo l’adozione di questa tecnica, in Florida nel 2011 per bloccare un’epidemia di dengue, sarà forse più semplice farne uso contro lo Zika. Altrimenti, in attesa di un vaccino, lo Zika è destinato a espandersi per tutti gli Stati Uniti, a cominciare dalla Florida e dal Texas, al punto da poter essere veicolato anche dalla Aedes albopictus, la comune zanzara tigre tanto diffusa anche nei climi temperati. Per ora El Slavador ha emesso una raccomandazione secondo la quale le donne dovrebbero rinviare eventuali gravidanze fino al 2018, un consiglio davvero poco realistico. Speriamo che genetica, medicina e politica ci aiutino davvero.
autore / intelligo
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