Guerra e anche flagello colera, in Yemen l'epidemia passa per l'acqua

26 giugno 2017 ore 17:20, Americo Mascarucci
E' emergenza colera in Yemen dove sono stati registrati oltre 200.000 nuovi casi sospetti e circa la metà riguardano bambini. Colpa della guerra che dura ormai da due anni e che ha comportato la distruzione di reti idriche essenziali per la depurazione con ilrisultato che le acque si sono inquinate favorendo la diffusione della malattia. L’allarme arriva dall’Unicef e dall’Oms che con i loro partner stanno lavorando per fermare lo sviluppo di questa epidemia mortale. "Stiamo lavorando 24 ore su 24 – sottolineano in una dichiarazione congiunta il Direttore generale dell’Unicef Anthony Lake e il Direttore generale dell’Oms Margaret Chan- per localizzare e monitorare la diffusione della malattia e per raggiungere persone con acqua pulita e adeguate cure sanitarie e igieniche. I soggetti fisiologicamente più vulnerabili sono le vittime principali dell’epidemia: il 46% dei casi colpisce bambini sotto i 15 anni, il 33% delle vittime hanno più di 60 anni. 
Guerra e anche flagello colera, in Yemen l'epidemia passa per l'acqua
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I DATI - "Ora ci troviamo di fronte alla peggiore epidemia di colera nel mondo – sottolinea il comunicato delle due organizzazioni - In soli due mesi, il colera si è diffuso in quasi tutti i governatorati di questo paese devastato dalla guerra. Già sono morte più di 1.300 persone– di cui un quarto bambini – e si prevede che il numero di morti possa aumentare". 
"L'Unicef e l'Oms - aggiunge la nota - stanno prendendo tutte le misure per aumentare gli interventi di prevenzione e di trattamento. Invitiamo le autorità dello Yemen ad aumentare i loro sforzi interni per impedire che l'epidemia si diffonda ulteriormente. Non c'è niente di "naturale" in questa tragedia. Questa epidemia mortale del colera – ricordano infatti Lake e Chan - è la conseguenza diretta di due anni di duro conflitto. Il collasso dei sistemi idrici e igienico-sanitari ha tagliato fuori 14,5 milioni di persone dall'accesso regolare all'acqua e ai servizi igienici, aumentando la capacità della malattia di diffondersi".
Circa 3,5 milioni di persone nel paese ricevono acqua grazie a serbatoi di rifornimento, autocisterne, riparazione degli acquedotti e delle stazioni di trattamento, oltre che alla fornitura alle famiglie di kit per la disinfezione delle scorte idriche e di  kit igienici (sapone e detersivi).
L’UNICEF e l’OMS stanno fornendo scorte di farmaci ai Centri per la reidratazione orale e ai Centri per il trattamento dei casi di diarrea:  qui i pazienti con casi sospetti di colera vengono controllati, diagnosticati e assistiti con prognosi immediata. Inoltre, da qui sono diffusi alla popolazione messaggi informativi sulle pratiche igieniche da seguire. I fondi necessari per le attività di risposta congiunta insieme ai partner che operano nei settori della salute e dei servizi idrici e igienici ammontano a 66,7 milioni di dollari per i prossimi 6 mesi.

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