Cancro fegato, il primo vaccino mondiale: cosa succederà se funziona

26 giugno 2017 ore 14:57, Andrea Barcariol
Al via a settembre la sperimentazione del vaccino terapeutico Hepavac, il primo a livello mondiale contro il cancro al fegato. Dopo il nulla osta del Comitato Etico dell'Istituto dei tumori di Napoli tutto è pronto affinchè vengano arruolati i primi 40 pazienti affetti da epatocarcinoma non metastatico. Dopo 3 anni di studi, che ha visto coinvolti, oltre all'Italia con il Pascale e il Sacro Cuore di Verona, altri 4 Paesi europei (Germania, Spagna, Belgio e Regno Unito) il protocollo vaccinale è stato approvato dalle Agenzie Regolatorie e la settimana scorsa ha
Cancro fegato, il primo vaccino mondiale: cosa succederà se funziona
avuto l'ok anche dal Comitato Etico del Pascale. Ultimo passaggio affinché il vaccino avesse il via libera definitivo. "Se i risultati saranno quelli auspicati - spiega Luigi Buonaguro, coordinatore del team di ricercatori dell'Istituto Pascale - il nostro sarà il primo vaccino al mondo per il tumore epatico candidato alla sperimentazione su vasta scala per testarne in maniera definitiva l'efficacia".

TUMORE AL FEGATO
E' una patologia non molto diffusa rispetto alle neoplasie che colpiscono altri organi, ma molto pericolosa (il numero di decessi è in continuo aumento). Spesso i sintomi di una patologia, come quella tumorale, non vengono percepiti. Il tumore primario del fegato può dipendere da vari fattori: nel 70% dei casi le cause sono le epatiti croniche, soprattutto se sono associate a cirrosi; mentre nel 30% dei casi la responsabilità è da attribuirsi a situazioni ambientali oncogene, come l’esposizione cronica a sostanze tossiche. Altri fattori che influiscono sul rischio sono l’età (di solito insorge dopo i 60 anni), il sesso (gli uomini sono più soggetti), la familiarità, ma anche fumo, alcol e droga.

SINTOMI E DIAGNOSI
Questa patologia viene anche indicata come “silenziosa”, in quanto, soprattutto, nelle prime fasi non da nessun sintomo. Man mano che la malattia va avanti e si aggrava iniziano ad insorgere i sintomi caratteristici: dolore alla parte superiore dell’addome (che in alcuni casi si può irradiare anche alla schiena e alle spalle), ascite o ingrossamento del ventre, perdita di appetito e di peso, nausea e vomito, stanchezza, ittero (colorazione giallognola della pelle e delle sclere oculari), febbre, colorazione scura delle urine, disturbi nella coagulazione. Tutti questi sintomi, però, possono presentarsi anche in altre patologie, ma la presenza di due o più di questi, uniti agli accertamenti diagnostici, possono aiutere il medico a scoprire la presenza della patologia.
Se il tumore è localizzato allora si può intervenire con l’intervento chirurgico, epatectomia: ossia l’asportazione della parte di fegato che contiene il o i tumori. Nei casi più gravi si può decidere anche per l’asportazione completa dell’organo per poi sostituirlo tramite trapianto. Mentre nel caso in cui la massa tumorale sia si localizzata ma compromessa dalla presenza di patologie gravi, come la cirrosi, allora entrano in gioco altre
terapie.

DATI
È più diffuso in Asia, meno negli Stati Uniti e in Europa. In Italia è più raro, pari a circa il 3% di tutti i nuovi casi di tumore, con un rapporto di circa 2 a 1 tra uomini e donne. Negli uomini, l'incidenza cresce rapidamente con l'aumentare dell'età, passando da 3 per 100.000 nel gruppo con età inferiore a 45 anni, a 32 per 100.000 nei pazienti con età compresa tra 60 e 64 anni, per finire a 62 per 100.000 nel gruppo di pazienti d'età superiore a 75 anni. Si stima che ogni anno vengano diagnosticati in Italia 8.800 tumori primari del fegato negli uomini e 4.000 nelle donne (stime Registro tumori italiano 2016).

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