Tutti i punti oscuri sulla morte di Domenico Maurantonio

26 maggio 2015, Adriano Scianca
Tutti i punti oscuri sulla morte di Domenico Maurantonio
Continuano le indagini sulla morte di Domenico Maurantonio, il ragazzo precipitato da una finestra durante una gita scolastica in circostanze ancora da chiarire. Ecco tutto quello che sappiamo e soprattutto quello che non sappiamo ancora di questo caso di cronaca.

LE CERTEZZE - Gli investigatori sembrano al momento avere pochi punti fermi. Il primo è che la caduta del ragazzo non sarebbe stata accidentale. Sembra esclusa anche l'ipotesi del suicidio. Per il resto è buio fitto. Il giovane è precipitato dal quinto piano, da una finestra del corridoio dell'hotel. Accanto al corpo di Domenico sono stati trovati dei pantaloncini e degli indumenti intimi, mentre il giovane indossava solo una maglietta. Sul braccio presentava delle ecchimosi, la cui natura è ancora da chiarire. 

IL CELLULARE - Dalle analisi sul telefono cellulare di Domenico è emerso che il ragazzo avrebbe inviato un messaggio, probabilmente via chat, verso le 5 - 5.30 di quella mattina. Questo coincide con quanto risulta dalle indagini, che hanno accertato che Domenico sarebbe precipitato dalla finestra dell’hotel tra le 5.30 e le 7 del mattino. 

I COMPAGNI DI CLASSE – Molti si interrogano sul comportamento dei compagni di classe. Nessuno di loro, per esempio, era presente al funerale di Domenico. Bruno, il padre del ragazzo, ha espresso amarezza, anche per quello che gli è sembrato essere un atteggiamento omertoso: “Sono passate due settimane da quella notte terribile. Pensavo che i ragazzi a questo punto parlassero, che raccontassero quello che è davvero successo”. D'altra parte i compagni di classe sono subito stati messi in cima alla lista dei sospettati. Il loro distacco è indice della presenza di qualcosa da nascondere o si tratta di una semplice reazione a chi li sta accusando ingiustamente? 

GLI INTERROGATORI - Venerdì e sabato il pm di Milano Claudio Gittardi ha convocato a Milano alcuni compagni di classe di Domenico. Se nei primi interrogatori ci sarebbero state delle incongruenze, nei nuovi verbali le versioni fornite dai ragazzi non lascerebbero margini di dubbio. 

LA PRESIDE – Ha fatto molto discutere una dichiarazione della preside Maria Grazia Rubini, che avrebbe teso a scagionare la classe e avrebbe indicato come sospetta la presenza di “uno slavo” nell'albergo. Ma lei si difende: "Non è vero, avrei voluto smentire quell’intervista. Non ho detto quelle cose. Avrei voluto denunciare. Ma non l’ho fatto perché anche io ho dei superiori: dobbiamo fare silenzio. Questo è l’ordine che abbiamo ricevuto dall’alto. Ma non sono quella donnetta per cui mi vogliono far passare, mi hanno riempito la casella di mail”. 

IL LASSATIVO – L'ipotesi che va per la maggiore è quella di uno scherzo finito nel peggiore dei modi. Si è parlato di una serata alcolica e di un lassativo somministrato al giovane. L'autore dello scherzo avrebbe anche chiuso a chiave la porta del bagno, costringendo così Domenico a liberarsi dalla finestra, magari sorretto dagli amici. Da qui poi la tragedia. Ma cosa c'è di vero? I risultati delle prime analisi ematiche hanno escluso la presenza della sostanza nel sangue. Nel sangue di Domenico ci sarebbe stato poco alcool (si parla di un tasso alcolemico inferiore a un grammo per litro di sangue) e nessun lassativo, anche se la ricerca della molecola del farmaco nel corpo non è ancora terminata.
caricamento in corso...
caricamento in corso...