La password della settimana: Manchester e modelli culturali

26 maggio 2017 ore 11:25, Paolo Pivetti
“Manchester, strage al concerto” titola a tutta pagina Repubblica la mattina di martedì 23 scorso. Ma com’è successo? E perché? È stata una disgrazia? Il crollo di una tribuna? O il gesto di  un folle, come capita di questi tempi? Il titolo non lo chiarisce. L’espressione “emergenza terrorismo” appare solo nel sottotitolo: “Bomba all’Arena dopo lo show di Ariana Grande. Scatta l’emergenza terrorismo”. Ma quale terrorismo? Il Corriere nella stessa mattina riserva alla notizia solo una doppia colonnina “di spalla”, con questo oscuro annuncio: “Boato al concerto. Morti e feriti a Manchester”. Una foto centrale mostra una ragazza con ginocchio fasciato, e la didascalia: “Una giovane ragazza ferita viene soccorsa dopo l’esplosione che ha seminato il panico al termine del concerto all’Arena di Manchester” Ma di che si tratta? Quale esplosione? Chi ha seminato il panico?
La password della settimana: Manchester e modelli culturali
Solo andando a investigare tra sottotitoli, occhielli, e pagine interne veniamo a scoprire di più. La Repubblica a pagina tre, in una articolo di commento, arriva a indicare Manchester come “la metropoli più calda per il reclutamento jiadista”. Abbiamo capito. Il Corriere documenta il fatto con raccapriccianti immagini di sangue, ma, in un sottotitolo a pagina 17, non va oltre un “La Polizia: può essere terrorismo”, senza specificare di quale matrice.
Perché tanto mistero? Eppure questi grandi quotidiani di solito ci danno lezioni di chiarezza nei loro titoli di prima pagina. Per esempio, Repubblica, il 12 dello stesso mese: “Senza vaccino, niente scuola” / Ma il Governo stoppa Lorenzin”. Chiaro. E il Corriere, l’11 dello stesso mese, “Svolta sul divorzio / Assegni slegati dal tenore di vita”. Ancora più chiaro. E il giorno prima, 10 maggio, lo stesso Corriere: “Trump licenzia il capo dell’F.B.I.” Chiarissimo! 
Solo il giorno dopo il massacro, il 24 maggio, emerge la vera storia. Ma tutto, la strage di bambini, i primi ritratti delle vittime, è diventato poetico, emotivo. Nasce la poesia dei lumini e dei cuori, la piccola Saffie Rose Roussos, di otto anni, col suo visino angelico è un’icona. Ma non c’è un’analisi cruda di quanto è successo e delle sue cause.

Qualche lampo di verità viene però anche dal lirismo: per esempio dall’epos della città martoriata. Repubblica: “Manchester / La capitale della musica colpita al cuore/Ma il mondo è qui, parliamo 200 lingue” “Perché - è chiarito nel corpo dell’articolo - è la terza città del mondo con così tanti idiomi.” Ah. Qui c’è più che una notizia. C’è forse persino un indizio per capire. Perché anche se i grandi mezzi di comunicazione fanno di tutto per evitarcelo, è il momento di incominciare a riflettere sulle responsabilità di questo modello multicuturale, e sulla globalizzazione che lo vorrebbe imporre anche a noi.

#manchester #musica #attentato
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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