La vera mela è senza pesticidi. Greenpeace in campo, ma attenti che sia davvero bio

26 ottobre 2015, Americo Mascarucci
La vera mela è senza pesticidi. Greenpeace in campo, ma attenti che sia davvero bio
Basta con l’utilizzo sempre più invadente dei pesticidi in agricoltura.

Lo hanno gridato a gran voce i volontari attivisti di Greenpeace che sono scesi in piazza nello scorso fine settimana in ventisei città italiane per informare le persone sui danni ambientali causati dall’agricoltura industriale e dall’impiego massiccio di pesticidi e per promuovere la necessità di passare al più presto a un modello agricolo sostenibile.

La campagna ha scelto un titolo sicuramente efficace: “Una mela bio al giorno toglie il medico di torno” e loro si sono presentati in pubblico proprio vestiti da dottori con delle mele biologiche, le uniche a loro giudizio che non contengono pesticidi. 
  
Gli attivisti di  Greenpeace sono scesi in piazza in seguito alla diffusione dei risultati di un’analisi sulle mele acquistate nei supermercati di undici Paesi europei, Italia compresa. L’83 per cento del prodotto è risultato contaminato dai pesticidi e circa il 60% anche da più sostanze chimiche. Da qui quindi l’invito a consumare soltanto mele biologiche, le uniche totalmente sicure e prive della minima contaminazione. 

Dunque è necessario acquistare sempre di più i prodotti biologici per avere un’alimentazione sana e una garanzia per la propria salute? Ma attenzione, perché molto spesso certi prodotti, di biologico hanno soltanto il nome, o peggio la pretesa di esserlo. Non basta dire che un prodotto è biologico per andare sul sicuro. 

Un prodotto è realmente bio quando è accompagnato da ben specifiche caratteristiche. Ecco quali.

Sui prodotti biologici certificati deve essere riportata in etichetta la scritta “DA AGRICOLTURA BIOLOGICA” seguita da:
Nome (e facoltativamente il logo) dell’Organismo che esegue il controllo e suo numero di autorizzazione ministeriale
codice dell’Organismo di Controllo
codice dell’azienda produttrice
numero di autorizzazione alla stampa dell’etichetta

Nel caso di prodotti con più ingredienti (es. biscotti), per poter utilizzare la dicitura “da Agricoltura Biologica” occorre che almeno il 95% degli ingredienti siano biologici certificati. Il restante 5% è rappresentato da una lista di ingredienti normalmente non certificabili (es. sale). Non è ammessa la miscela biologica e non biologica di un singolo ingrediente (es. farina).

Nel caso di prodotto ad unico ingrediente il 100% deve essere biologico.

Esiste inoltre un marchio unico europeo per l’agricoltura biologica che contraddistingue gli alimenti prodotti nei paesi dell’Unione Europea. L’utilizzo di tale contrassegno è facoltativo e in etichetta deve comunque comparire il riferimento ad uno degli Organismi di Controllo, anche in presenza del marchio europeo.

Allora è bene controllare tutte queste caratteristiche prima di fidarsi sulla parola di chi ci assicura che un prodotto è bio; perché come per l’energia alternativa anche il biologico apre la strada al facile business e alle speculazioni. Con il concreto rischio non soltanto di non tutelare la propria salute ma di ottenere l’effetto opposto proprio nella convinzione di tutelarsi a dovere.

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