Il vero capolavoro di Verdini non è (solo) il Rosatellum, ma lo Ius Soli. Sveglia M5s!

26 ottobre 2017 ore 16:22, Luca Lippi
Strane manovre sullo Ius Soli a margine della Legge elettorale. Superficialmente sembra non emergere alcuna similitudine tra il Rosatellum bis e la legge sulla cittadinanza, ma a voler essere pignoli esiste una probabile conseguenza da altri letta come grimaldello per stabilire le future alleanze o decidere chi deve essere lasciato trionfare. Il ragionamento non ha alcun fondamento probante, tuttavia, in attesa di valutazioni alternative lo stato dell’arte sembra questo. Il capogruppo dei senatori Pd Luigi Zanda ha dichiarato immediatamente: "Non appena avremo la certezza di aver voti necessari, accoglierei con molto favore una decisione del governo di mettere la fiducia sullo ius soli prima della fine di questa legislatura".
Il vero capolavoro di Verdini non è (solo) il Rosatellum, ma lo Ius Soli. Sveglia M5s!

Medesima affermazione la ritroviamo, sotto altra veste, da parte di Verdini (Ala). L’esercizio della fiducia sulla legge elettorale, che non è stato osteggiato dal Presidente della Repubblica Mattarella, sebrerebbe un segnale per manovre ulteriori. Così come rilevato da Claudio Cerasa nel Foglioè la spia di una volontà esplicita portata avanti dal presidente della Repubblica che è quella di tracciare sul terreno di gioco una linea capace di separare con nettezza le forze politiche che scelgono di occupare il perimetro dell’affidabilità e quelle che invece scelgono di occupare in modo goffo il perimetro dell’inaffidabilità”.
Stabilito questo, si può tornare alla carica con lo Ius Soli, che pare il vero nodo per riconciliare una parte di sinistra riottosa e poco incline alla svolta liberista del partito di maggioranza. Sarà sufficiente per ricompattare il Pd e riproporre un ‘patto del Nazareno bis’ senza necessariamente dichiararlo pubblicamente? La risposta sembra trovarsi nelle dichiarazioni di Verdini, vero ago della bilancia di tutta la questione.
Denis Verdini ha dichiarato infatti a margine del licenziamento della legge elettorale: “Dicono che è cambiata la maggioranza. Non è vero, perché noi c'eravamo, ci siamo e ci saremo fino all'ultimo giorno della legislatura". Come a mettere la firma sul Rosatellum bis e a conferma della teoria della ricerca delle “forze politiche che scelgono di occupare il perimetro dell’affidabilità”.
Vito Crimi (M5S) ha bollato invece l’intervento di Verdini con un secco “consegna il Paese alla coppia Renzi-Berlusconi. Noi a questa vergogna non partecipiamo. Il regista di questa legge elettorale è Verdini e suo e dei suoi uomini è il sostegno che permette l'approvazione del Rosatellum. Hanno messo le regole del gioco della democrazia in mano a un uomo plurimputato e re dei cambi di casacca". Ma Vito Crimi, in questo modo si è posizionato nell’area delgoffo perimetro dell’inaffidabilità” che fotografana nella citazione precedentemente Cerasa.

Ha ribadito Verdini: "Abbiamo svolto un ruolo di supplenza politica, tutelando la stabilità e l'interesse del Paese. Ogni volta che abbiamo ritenuto un provvedimento giusto lo abbiamo sostenuto ignorando gli inutili strali che ci venivano rivolti. Un tempo esisteva l'appoggio esterno al governo, adesso c'è l'appoggio fantasma creato apposta per noi. Perché lo sanno tutti che qui dentro non c'è mai stata una maggioranza politica". Oltrepassando tutta la parte del discorso di Verdini riguardante la Legge elettorale, si arriva al punto di partenza e si chiude il cerchio. Ha concluso Verdini: “Abbiamo votato le unioni civili e avremmo votato la stepchild adoption così come voteremo il testamento biologico. A titolo personale dico che io sarei pronto a votare lo Ius soli, anche domani. Con noi il Paese ha fatto uno scatto in avanti sui diritti"

Il vero capolavoro di Verdini, dunque, non è la Legge elettorale, qualcuno avverta il M5S.

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autore / Luca Lippi
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