Il Veneto solo contro l'allarme Pfas. Zaia: "Stato d'emergenza"

26 settembre 2017 ore 12:48, Luca Lippi
Per Luca Zaia è allarme Pfas. Chiesto dal governatore del Veneto lo stato d’emergenza con poteri commissariali. Il Pfas è composto chimico (perfluoro alchilico) che utilizzato in ambito industriale per impermeabilizzare i prodotti, una volta sversato lo scarto provoca l’inquinamento delle falde acquifere soprattutto nelle quattro province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo. Zaia ha chiesto anche lo svincolo di fondi statali necessari alla realizzazione di nuovi acquedotti.
Il Veneto solo contro l'allarme Pfas. Zaia: 'Stato d'emergenza'
Il caso non ha origini recenti. Più volte è stato proposto all’attenzione degli organi istituzionali preposti. Tuttavia, il contenzioso è stato vittima di rimpalli tra Ministreo della Salute e Regione Veneto fino a far sollevare il polverone delle ultime ore.

OFFENSIVA REGIONE VENETO
La regione ha sollecitato il Ministero della Salute a fissare limiti nazionali ai Pfas. La questione è diventata perniciosa poiché, mentre la lorenzin continua rimpallare la situazione richiamando la responsabilità a stabilire i limiti nella comepetenza della regione Veneto, Luca Zaia, che nel frattempo ha applicato le indicazioni provenienti dall’Istituto superiore di sanità, si trova a perdere tutte le cause contro le industrie sul territorio che sversano il veleno perché queste ultime impugnano il provvedimento presso il Tribunale portando a difesa il fatto che l’atto amministrativo che non trova riscontro in altre regioni italiane né rispondenza nella legislazione nazionale.
Il Veneto sta subendo il più ampio inquinamento delle falde acquifere scoperto in tempi recenti, e il Governatore si trova con le mani legate.
Luca Zaia ha dichiarato:È un atteggiamento scandaloso, il ministro ci invita ad arrangiarci quasi che la salute di 150 mila persone fosse un problemino locale

LA SOLUZIONE
Con le spalle al muro, Zaia ha deciso di fare da se. È stato nominato Nicola Dell’Acqua (il direttore di Arpav) coordinatore della commissione anti-Pfas dotato di pieni poteri d’intervento; poi ha richiesto a quest’ultimo una relazione tecnica esaustiva circa le regole adottate nell’Unione europea e nel resto del mondo dai Paesi che hanno fissato tetti legislativi alle concentrazioni di sostanze perfluoro alchiliche lecite. A fronte di questa documentazione, la regione è intenzionata a ricorrere presso il Tribunale per responsabilizzare le aziende venete a limitare lo sversamento o quanto meno a ripararne i danni.
Le disposizioni emanate dalla Ue nell’ambito della quetione dovrebbero dare legittimità alla Regione Veneto in sede di contenzioso. Per il momento si rileva che il ministro Lorenzin avrebbe scaricato le responsabilità facendo esplicito riferimento a un intervento da parte di Bruxelles. In sostanza il Ministro ha detto: “Entro dicembre, su richiesta dell’Italia, arriverà una direttiva di Bruxelles che fisserà dei parametri comuni” 

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autore / Luca Lippi
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