Cannabis in fumo, ddl mozzato e Farina a casa: in Aula solo terapeutica

26 settembre 2017 ore 15:54, Micaela Del Monte
Depenalizzazione delle droghe leggere: per ora nulla da fare. Sulla proposta di legge sulla cannabis in discussione alla Camera da oltre due anni è quindi caos. Il deputato di Sinistra italiana-Possibile Daniele Farina si è dimesso dal ruolo di relatore del ddl sulla Cannabis legale dopo l’annuncio che il provvedimento arriverà a Montecitorio senza la parte che riguarda la liberalizzazione delle droghe leggere. L'uso terapeutico sarà infatti l'unico elemento della legge proposta ad approdare alla Camera giovedì.

Cannabis in fumo, ddl mozzato e Farina a casa: in Aula solo terapeutica
"Purtroppo
- sottolinea il relatore della proposta di legge, Daniele farina di SI - il testo che andrà in Aula sulla Cannabis non risponde alle richieste e alle aspettative su questo tema. Un testo molto distante dalla discussione pubblica di questi anni nel nostro Paese e dalle esperienze concrete ormai diffuse in diversi Stati del mondo. Per queste ragioni ho ritenuto di presentare le dimissioni da relatore. Dimissioni necessarie che rendono più libero me e il gruppo di Sinistra Italiana-Possibile per il confronto in Aula". 

"Da sempre sono un convinto sostenitore della legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati come argine al monopolio criminale", premette Farina. "La commissione - prosegue Farina - ha bocciato tutte le proposte emendative volte ad ampliare il testo dalla sua ultima formulazione. E' stata bocciata una regolazione dello Stato diversa dall'attuale monopolio delle organizzazioni criminali. Bocciata persino la liceità della coltivazione personale, anche solo per l'uso terapeutico. Un testo molto timido anche per i fini, terapeutici, che vorrebbe facilitare al punto da dubitare fortemente della sua efficacia. Il PD ha scelto la via più semplice che però avrà pochissimi effetti sui cittadini cui nello specifico la legge si rivolge e al loro diritto alla salute, oggi largamente disatteso. Un testo distante anni luce dalla sensibilità maturata nel Paese che poteva essere adottato con atti ministeriali. Continuerò a lavorare perché cambi, cercando di superare un impianto totalmente arretrato", conclude Farina.

Una vera e propria beffa giunta in extremis visto il trasversale appoggio di schieramenti politici e di diverse personalità di spicco, senza dimenticare che la legge di iniziativa popolare è stata sottoscritta da ben 67mila cittadini.
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