Su giustizia e politica arriva il "pompiere" Orlando: "Passi in avanti" (ma con prescrizione)

27 aprile 2016 ore 9:06, Micaela Del Monte
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando cerca di rivestire i panni del pompiere nello scontro in atto fra politica e magistratura aperto dalle dichiarazioni del nuovo presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Piercamillo Davigo. 
Il quale, essendo stato in passato uno dei protagonisti della stagione di Mani Pulite, rispondendo ad alcune domande relativamente a possibili paragoni fra la situazione del 1992 e quella attuale ha dichiarato: "I politici non hanno smesso di rubare, hanno solo smesso di vergognarsi". 
Parole dure che hanno fatto scattare la reazione indignata del Premier Matteo Renzi, il quale ha risposto con un’intervista a Repubblica: "I politici che rubano fanno schifo. E vanno trovati, giudicati e condannati. Questo è il compito dei magistrati - dice -. Dire che tutti sono colpevoli significa dire che nessuno è colpevole. Esattamente l’opposto di ciò che serve all'Italia". 
Davigo è stato eletto presidente dell'Anm con un accordo fra tutte le correnti della magistratura, pur essendo lui un esponente della destra. Un’unità che è sembrata scricchiolare proprio in seguito alle dichiarazioni sui politici che hanno portato diverse "toghe di sinistra" a dissociarsi. 
Ora tocca ad Orlando, che cerca di tranquillizzare la magistratura assicurando sull'impegno del Governo ad approvare in tempi stretti quelle riforme del processo penale necessarie a garantire ai magistrati di lavorare con maggiore serenità, senza la spada di Damocle della prescrizione sempre incombente.

Su giustizia e politica arriva il 'pompiere' Orlando: 'Passi in avanti' (ma con prescrizione)
A Repubblica Orlando nega l’esistenza di una nuova guerra fra politica e giustizia: "Pregiudicherebbe – spiega il Guardasigilli - i passi avanti che abbiamo compiuto finora. La guerra non la vogliamo e faremo di tutto per evitarla, ricercando il confronto. Si può essere tutti d’accordo su tre cose: vanno cercati più mezzi, vanno introdotti nuovi meccanismi processuali per rendere più rapido il processo, va modificato il meccanismo della prescrizione"
Orlando punta soprattutto sul tema della prescrizione visto che molti processi, anche di una certa rilevanza, si risolvono in un nulla di fatto proprio per i termini troppo bassi che in pratica comprendono tutti e tre i gradi di giudizio. "Credo sia ragionevole – assicura il Ministro - pensare di chiudere entro l’estate una nuova legge sulla prescrizione. Capisco la diffidenza, ma è la stessa che faceva scommettere molti sul fatto che il falso in bilancio, l’autoriciclaggio, l’estensione della responsabilità all'incaricato di pubblico servizio, gli sconti di pena per l’imputato che collabora e gli ecoreati sarebbero tutti andati a finire in un nulla di fatto". 
Fra le proposte finora in circolazione, quella di far decorrere la prescrizione, non dal momento in cui è commesso il reato, ma dal momento del rinvio a giudizio dell’imputato. 
Tuttavia su questo argomento sembra non esserci grande intesa nella maggioranza e quindi la possibilità che si giunga in tempi rapidi ad una svolta è tutt'altro che scontata. 
Ma c'è anche il tema delle intercettazioni al centro dello scontro fra politica e magistratura. Anche su questo Orlando è fiducioso: "Il primo obiettivo è consentire un utilizzo più semplice per i reati contro la pubblica amministrazione, l’altro obiettivo è evitare un uso improprio delle informazioni che non hanno rilevanza penale".
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