Creato utero artificiale per nati prematuri: limiti per bimbi, non per agnelli

27 aprile 2017 ore 9:35, Americo Mascarucci
Utero artificiale avanti tutta! Una nuova scoperta potrebbe aprire la strada alla cura dei bambini prematuri. Il risultato è stato descritto su Nature Communications dal gruppo di Alan Flake dell'Università di Philadelphia. Quando è necessario far nascere un bambino di 24 settimane si può incorrere in forti rischi dal momento che i polmoni non sono ancora formati completamente e possono cessare il funzionamento in ogni momento.  "Il sistema è diverso dalle attuali incubatrici e offre una tecnologia che al momento non esiste'', commenta Flake.
Creato utero artificiale per nati prematuri: limiti per bimbi, non per agnelli

LA SCOPERTA - L'utero artificiale ha il suo liquido amniotico che permette di respirare attraverso i polmoni e il cordone ombelicale che consente di filtrare il sangue dopo che ha nutrito i tessuti. E' stato testato su alcuni agnelli per quattro settimane e li ha accompagnati nella loro crescita fetale. Il suo limite principale è di non essere adatto a tutte le fasi della gestazione, ma solo a quelle intermedie e finali: i sei cuccioli dell'esperimento avevano un'età equivalente alle 23-24 settimane di un bambino. I feti di agnello sono cresciuti a temperatura controllata, in un ambiente quasi sterile, respirando il liquido amniotico come nell'utero. 
L'utero artificiale non ha pompe esterne a guidare la circolazione, perché la pressione artificiale più blanda può sovraccaricare un cuore non ancora sviluppato, e nemmeno un ventilatore, perché i polmoni immaturi non sono ancora pronti a funzionare con l'ossigeno atmosferico. Naturalmente, bisognerà migliorare il sistema, per adattarlo agli esseri umani. Ma secondo gli inventori, entro 10 anni gli uteri artificiali potrebbero sostituire tutti gli attuali incubatori usati dagli ospedali. 

COS'E' UN UTERO ARTIFICIALE - Un utero artificiale è un dispositivo ipotetico che permetta la crescita e lo sviluppo di un embrione all'esterno di un organismo di sesso femminile che normalmente dovrebbe portare a termine la gravidanza.
L'utilità di un simile dispositivo è palese in tutti quei casi in cui la donna non possa per un qualsiasi motivo portare a termine lo sviluppo del feto.
La struttura di una simile macchina è composta da:
una camera di sviluppo, nel quale l'embrione è radicato ad un tessuto endometrico umano cresciuto artificialmente.
un sistema di alimentazione, connesso alla camera di sviluppo per fornire le sostanze nutritive necessarie alla crescita dell'embrione.
un sistema di ossigenazione, connesso al sistema di alimentazione, che aspiri l'ossigeno atmosferico e lo includa nel liquido di alimentazione, identica ad una macchina cuore-polmoni.
un sistema di filtraggio, connesso alla camera di sviluppo che ripulisca le sostanze di scarto rilasciate dal feto durante la crescita, ed impedisca il proliferare di batteri o virus, identica ad una macchina per emodialisi.
un'unità di controllo computerizzata, connessa con sensori elettronici alla camera di sviluppo.
Come si può dedurre tutte queste tecnologie sono attualmente esistenti, tuttavia importanti motivi etici, legati all'aborto ed alla clonazione umana, hanno disincentivato per molti anni la costruzione di un prototipo di utero artificiale per esseri umani. Nel 2002 un gruppo di ricercatori al Centro di Medicina Riproduttiva della Cornell University, sotto la direzione della dottoressa Hung-ching Liu, ha realizzato il primo utero umano artificiale, riuscendo a far crescere un embrione al suo interno per sette giorni. L'esperimento è stato poi volontariamente interrotto dai ricercatori, che tuttavia contano di ripetere il test arrivando fino a due settimane di sviluppo embrionale, cioè fino al limite massimo consentito dalle leggi sulla fecondazione in vitro.

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