Alitalia: countdown per salvataggio e alleanze. Quali tagli al personale

27 febbraio 2017 ore 12:37, Luca Lippi
Per l’ennesima volta si rimettono le ali ad Alitalia, un altro salvataggio all’orizzonte con un nuovo piano di ristrutturazione.
Dopo l’accordo sul filo di lana del rinnovo del contratto con i sindacati, i vertici di Alitalia stringono sul piano industriale per la compagnia. Come precisato dall’ad Cramer Ball a metà febbraio, il piano è atteso entro la fine del mese. Le tempistiche non sono ancora state definite ma sono già delineati i dettagli del nuovo salvataggio di Az.
L’amministratore delegato proverà a strappare ai soci l’ok ai programmi di rilancio della compagnia con una sforbiciata extra ai costi, portandola a 400 milioni di euro rispetto ai 160 milioni della prima versione. Importante sarà convincere IntesaSanpaolo e Unicredit, azioniste e creditrici, che devono garantire subito nuove, vitali, linee di finanziamento.  Se non arrivasse l'ok il governo avrebbe pronto un piano B che porterà al commissariamento della società.

Alitalia: countdown per salvataggio e alleanze. Quali tagli al personale

CONSOLIDARE LE ALLEANZE
A tutto si aggiunge la rinegoziazione della joint venture transatlantica, che regola rapporti tra Usa, Italia, Canada e Messico con l’analisi dei singoli scenari a seconda dell’andamento dei negoziati; due diversi modelli di business, uno per il lungo raggio ed uno con una formula ‘ibrida’ sul breve e medio raggio, per essere “competitivi con le low cost senza diventare una low cost” ed un netto aumento dei ricavi di tutto il capitolo delle vendite a bordo che per Alitalia sono intorno ai 6 euro a passeggero e che si punta a raddoppiare.

LE ALLEANZE STRATEGICHE
Qualora ce ne fosse la possibilità, Alitalia vorrebbe accasarsi con una società più grande, nel medio periodo. E il vento sembra spingere verso la tedesca Lufthansa, con cui in questi mesi Etihad ha costruito un’alleanza sempre più solida. 

RIMANE ILNODO OCCUPAZIONALE
Intanto, il nodo occupazionale resta caldissimo con esuberi tra i 1.600 ed i 2.000 dipendenti, senza contare gli effetti sull’indotto.  “Bene sul contratto ma ora serve il piano perché quale sia il destino di Alitalia è ancora tutt’altro che chiaro e ci piacerebbe anche capire se questo governo ha una politica dei trasporti”, ha sottolineato Susanna Camusso, leader della Cgil.

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autore / Luca Lippi
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