E' morto lo scienziato dei robot intelligenti: tutte le sfide di Minsky

27 gennaio 2016 ore 17:14, Americo Mascarucci
È morto Marvin Minsky, l’uomo che per tutta la vita ha cercato di individuare gli impatti che l’utilizzo di macchine intelligenti capaci di pensare ed agire come gli esseri umani avrebbero prodotto nella società. 
Morto a Boston per una emorragia cerebrale all'età di 88 anni è considerato un  pioniere dell'intelligenza artificiale ma anche un geniale inventore: ha realizzato infatti la prima versione del linguaggio di programmazione Logo, ha brevettato il microscopio confocale a scansione e ha creato la prima macchina di apprendimento casuale a rete neurale elettronica.
Nato a New York il 9 agosto 1927, Minsky aveva studiato matematica nell'università di Harvard, dopo aver prestato servizio
E' morto lo scienziato dei robot intelligenti: tutte le sfide di Minsky
nella Marina durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1950, subito dopo la laurea, ha frequentato l'università di Princeton per il dottorato e in quel periodo ha costruito il primo simulatore di una rete neurale. Il passaggio dalla matematica all'informatica è stato breve e nel 1958 Minsky ha cominciato a lavorare a questa disciplina allora pionieristica. Lo ha fatto nel Mit, dove ha continuato a lavorare a lungo, sviluppando nuovi sistemi di programmazione e gli antenati dei robot intelligenti, fatti di una telecamera e un braccio meccanico capace di 'giocare' con le costruzioni dei bambini. 
Per le sue ricerche all'avanguardia ha ricevuto numerosi premi, tra cui l'AM Turing Award, il più alto riconoscimento nell'informatica. In 60 anni ha spaziato dalla matematica alla computer graphics, gettando le basi di che cosa sia e di come si comporti la mente di una macchina. Convinto che non ci siano differenze tra la razionalità biologica e la razionalità di un software, ha realizzato i primi scanner così come i primi circuiti neurali. 

''L'idea di intelligenza artificiale che abbiamo oggi la dobbiamo a Marvin Minsky - dichiara Daniela Rus, direttore del laboratorio di intelligenza artificiale del Mit, che Minsky ha contribuito a fondare nel 1959 - Molte delle sfide che lui ha lanciato - ha aggiunto - stanno ancora guidando e ispirando la ricerca sulle macchine intelligenti''.
Minsky considerava il cervello come una macchina che può essere studiata e il suo funzionamento può essere replicato in un computer. Questo, a sua volta, poteva rivelare i meccanismi del cervello umano. Minsky è autore di vari libri, tra cui il bestseller "La società della mente" (1985), tradotto in italiano da Adelphi nel 1989. Minsky è stato consulente per il film "2001: Odissea nello spazio" di Stanley Kubrick (1968) e viene citato nel film e nel libro omonimo di Arthur Clarke. 

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