Per Renzi la legge c'è, al voto subito: per Cacciari il suo futuro "è con Berlusconi"

27 gennaio 2017 ore 23:35, Americo Mascarucci
"Tenteremo di tornare al #Mattarellum, ma con queste leggi della #Consulta si può già andare a votare".
Matteo #Renzi sogna le elezioni anticipate ed è pronto a votare anche subito con le leggi attualmente vigenti alla Camera e al Senato. 
Del resto come ha spiegato ad Intelligonews il costituzionalista del Pd Stefano Ceccanti, considerato molto vicino all’ex Premier, i due sistemi sarebbero tutt’altro che incompatibili come si vorrebbe far credere. Infatti, se votando con l’Italicum alla Camera e con il Consultellum al Senato non sarebbe possibile dare per scontata la governabilità, a detta di Ceccanti non sarebbe poi molto difficile trovare comunque la maniera di creare maggioranze omogenee.
Secondo le ultime rilevazioni effettuate dagli istituti demoscopici, andando a votare oggi con le leggi partorite dalla Consulta, la governabilità si avrebbe soltanto con il ricorso alle larghe intese visto che nessun partito sarebbe nelle condizioni di arrivare al 40% e avere così diritto al premio di maggioranza.
Il filosofo Massimo Cacciari sempre su Intelligonews ha detto: "Una legge elettorale come quella uscita dalla Consulta implica governi di coalizione, per forza. Tutto si risolve in un ritorno al proporzionale, mi pare evidente. A meno che i partiti non facciano liste uniche, il premio di maggioranza è al 40% e dunque nessuno riuscirebbe mai ad accedervi. È il ritorno alla Prima Repubblica''. 
Appare evidente come nello scenario attuale la grande coalizione non possa non passare da un'intesa fra Renzi-Berlusconi e i centristi, alfaniani e verdiniani visto che né i 5Stelle, nè la Lega, nè Sinistra Italiana vi potrebbero aderire. 
"Se si andasse a votare ora - aggiunge Cacciari - il PD di Renzi sarebbe partito di maggioranza relativa e farebbe un accordo con Berlusconi e Verdini''

L'orientamento di Renzi dunque al momento sarebbe quello di attendere pazientemente le motivazioni della Consulta, entro il 25 febbraio, per poi aprire un tavolo con le altre forze politiche per valutare la possibilità di varare una nuova legge elettorale.
Un tentativo al quale Renzi non può sottrarsi, anche per non andare allo scontro con Mattarella che da settimane sta chiedendo un'armonizzazione dei sistemi elettorali, ma nella consapevolezza (o speranza) che un accordo non si trovi, e fatti i primi tentativi (a vuoto) si possa tornare alle urne. 
Come però arrivarci è un grosso dilemma, visto che ciò non potrà non avvenire staccando la spina al Governo Gentiloni (sempre che non sia il Premier stesso a farsi da parte e pare che il segretario stia studiando un exit strategy per l'esecutivo) e dunque andando contro i desiderata del Capo dello Stato che vuole invece concludere la legislatura e varare una nuova legge elettorale omogenea per le due Camere.
Ma per Renzi allungare il brodo potrebbe rivelarsi controproducente. 
I sondaggi danno ancora il Pd primo partito, anche se con il Movimento 5Stelle praticamente alle costole e Renzi vuole gestire in prima persona la composizione delle liste elettorali formando una maggioranza il più possibile renziana e il meno possibile bersaniana.
Ma più passa il tempo e più tante certezze potrebbero sfumare, sia in termini di consenso che di controllo effettivo del partito. 
E allora meglio votare subito, tanto per il dopo un Patto del Nazareno da resuscitare si troverebbe sempre. 

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