'No jump', lei capisce 'Now Jump' e muore. Istruttore doveva dire "don't jump"

27 giugno 2017 ore 16:21, Luca Lippi
Fa bungee jumping ma ancora non era legata. Muore una ragazza di appena 17 anni. Le circostanze che hanno procurato la disgrazia sono fin troppo fortuite, al limite del paradossale, tuttavia una su tutte è quella determinante, l'irresponsabilità dell'istruttore. Il fatto risale al 2015, la ragazza si getta da un ponte in Spagna perché (secondo quanto riportato dal DayliMail) ha confuso le parole del suo istruttore che l'ammoniva di 'non saltare', in inglese "no Jump", ma la pronuncia approssimativa dell'uomo e probabilmente l'adrenalina già in circolo nel corpo della ragazza, ha fatto percepire alla 17enne l'ordine "now jump" e si è gettata.
L'istruttore è sotto processo per questa vicenda con l'accusa di essere responsabile della morte della giovane.
'No jump', lei capisce 'Now Jump' e muore. Istruttore doveva dire 'don't jump'
Vera Mol, questo il nome della giovane vittima, era pronta in piattaforma di lancio sul ponte di Cabezon de la Sal in Cantabria, era imbragata ma non aveva ancora le funi di ancoraggio alla gabbia collegata al cavo elastico, aveva sì una corda attaccata, forse più di una, ma non era legata alle corde di sicurezza. Il suo istruttore le ha detto: "Non saltare", ma la sua pronuncia era così cattiva che l'adolescente ha confuso il comando, si è gettata in un volo mortale.
L'istruttore è responsabile, secondo il tribunale di aver causato la morte della ragazza olandese. I giudici della corte di Cantabria, Spagna settentrionale, dicono che l'istruttore avrebbe dovuto verificare, prima di tutto, l'identità per assicurarsi che Vera avesse 18 anni, aggiungendo che il suo inglese era maccheronico. L'errore di pronuncia, infatti, ha causato la morte della ragazza, secondo i giudici, i quali hanno aggiunto che il fraintendimento poteva essere evitato se solo l'istruttore avesse usato la frase "don't jump", come da protocollo, invece di "no jump".
Dunque ad aggravare la posizione dell'istruttore non c'è soltanto la cattiva pronuncia, ma anche la superficialità per non avere verificato l'età della giovane olandese, oltre quella di avere usato una sequenza di ordini non convenzionale, ma soprattutto ha la responsabilità di avere esercitato un'attività in un luogo non autorizzato. Infatti il ponte di Cabezon de la Sal in Cantabria non doveva essere usato per il salto bungee secondo le regole spagnole. Flowtrack, che gestisce la compagnia di bungee jumping che ha impiegato l'uomo, afferma che è stato un incidente, ma Martijn Klom dalla società ha ammesso che la morte della ragazza è stata causata da un malinteso quando ha ricevuto istruzioni per il salto.

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autore / Luca Lippi
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