Banche venete: come richiedere i rimborsi dopo il 'placet' a Intesa

27 giugno 2017 ore 15:51, Luca Lippi
Nel corso della conferenza stampa sul decreto di salvataggio delle due banche venete, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha detto: “Si arriva al 100% in quanto il burden sharing consente un ristoro fino all'80% mentre per il restante si tratta di risorse messe a disposizione di Intesa SanPaolo”. L’argomento è il ristoro per gli obbligazionisti subordinati retail della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, intanto saranno azzerati prima di essere totalmente rimborsati. Avranno accesso al rimborso coloro che hanno avuto un rapporto negoziale diretto con le due banche, ha precisato Padoan.
Nel frattempo, dopo l’approvazione e l’entrata in vigore del decreto approvato dal governo, la Banca d’Italia, ha confermato l’avvenuta cessione di una parte delle attività a Intesa Sanpaolo.
Banche venete: come richiedere i rimborsi dopo il 'placet' a Intesa
Chi può presentare domanda di rimborso? - L’indennizzo può essere richiesto solo da chi ha comprato i subordinati in contropartita diretta dalla banca entro il 12 giugno 2014, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della direttiva Brrd. Tra questi, tutte quelle persone, fisiche, artigiani, imprenditori agricoli e coltivatori diretti che avevano in portafoglio bond junior delle due banche venete dovranno passare per l’indennizzo forfettario.
Bisogna tenere poi conto dei limiti reddituali e patrimoniali. Chi resterà escluso potrà adire l’abitrato Anac o rivolgersi all’arbitro Consob, se aveva investito meno di 500mila euro.

Quando presentare la domanda - Deve essere presentata entro il 30 settembre. Le banche hanno 90 giorni per rispondere alla richiesta di esibizione dei documenti, quindi per richiedere le carte c’è poco tempo a disposizione.

Chi rimane escluso - 210mila azionisti. Questi non hanno diritto ad alcun indennizzo. A loro non rimane altro che percorrere la strada dei tribunali. Ma il percorso appare tutt’altro che semplice. Ma a chi potranno far causa??Non a Intesa SanPaolo dice il decreto, anche se questa sarebbe la via ‘normale’ dato il subentro nei rapporti creditizi. Sarà possibile farla alla bad bank? Difficile stabilirlo, per ora.

Le condizioni di Intesa Sanpaolo - prezzo simbolico di 1 euro, completa ripulitura degli Npl, nessun impatto sul patrimonio e quindi nessuna necessità di aumentare il capitale o di ridurre i dividendi. Non solo:?"L’operazione è subordinata all'incondizionato placet di ogni Autorità competente anche con riferimento alla relativa cornice legislativa e regolamentare”, puntualizza la banca in una nota, lasciando così intendere che il disegno rimarrà in sospeso finché?i (numerosi)?interlocutori non si saranno espressi. Un passaggio che, visti i precedenti, non può considerarsi scontato.

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autore / Luca Lippi
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