Consip, le accuse al pm Woodcock della Procura di Roma e di Renzi

27 giugno 2017 ore 16:16, Americo Mascarucci
Il pubblico ministero di Napoli Henry John Woodcock è stato indagato per rivelazione del segreto d’ufficio nell'inchiesta Consip. L'iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta ad opera del procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi. L'inchiesta nasce dalle presunte fughe di notizie relative all'indagine sulle attività dell'imprendiore Alfredo Romeo che hanno finito per coinvolgere il padre di Matteo Renzi, Tiziano Renzi. Sotto inchiesta sono finiti gli appalti della Consip. Le indagini partite da Napoli sono poi passate per competenza territoriale a Roma, e proprio durante il passaggio dell'inchiesta dalla procura partenopea a quella romana, sarebbero avvenute le fughe di notizie che hanno già portato ad indagare il ministro Luca Lotti, il comandante dei carabinieri della Legione Toscana, Emanuele Saltalamacchia, il comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette. Tutti accusati a vario titolo di violazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento per aver fatto trapelare notizie relative alle indagini in corso.
Consip, le accuse al pm Woodcock della Procura di Roma e di Renzi

IL RUOLO DELLA SCIARELLI - La fuga di notizie relativa all'inchiesta Consip sarebbe avvenuta attraverso alcuni articoli pubblicati da Il Fatto Quotidiano che avrebbero rivelato particolari delle indagini coperte da segreto istruttorio. Secondo la Procura di Roma la fuga di notizie potrebbe essere avvenuta per il tramite della giornalista Federica Sciarelli amica di Woodcock. Sarebbe stata la conduttrice di Chi l'Ha Visto? sospettano gli inquirenti, il tramite fra il magistrato e la redazione de Il Fatto. Per questo motivo alla sciarelli sarebbe stato anche sequestrato il telefono cellulare. La giornalista dal canto suo si è difesa respingendo le accuse: "Non posso aver rivelato nulla a nessuno – ha detto Sciarelli all’Ansa – semplicemente perché Woodcock non mi svela nulla delle sue inchieste, tantomeno ciò che è coperto da segreto".

LA REPLICA DEL PM - Il magistrato dal canto suo ha dichiarato: "Ho assoluta fiducia nei colleghi della procura di Roma e sono quindi certo che potrò chiarire la mia posizione, fugando ogni dubbio ed ombra sulla mia correttezza professionale e personale" ha detto Woodcock all'Ansa, "Non nego, tuttavia di essere molto amareggiato, e che questo è per me un momento molto difficile. Posso però affermare, in piena serenità che la mia attività è sempre stata ispirata dal solo intento di servire la Giustizia, nel rispetto delle regole".

LE ACCUSE DI RENZI - Contro Woodcock e l'inchiesta Consip si scaglia anche il segretario del Pd Matteo Renzi che evidenzia come la perdita di consenso alle ultime amministrative sia da addebitare anche al clima di sospetti e veleni alimentati dall'indagine. Renzi del resto è convinto che il Caso Consip sia stato montanto ad arte contro di lui ancora di più dopo che sarebbero enerse irregolarità ad opera di alcuni militari del Noe che avrebbero manipolato le trascizioni delle intercettazioni riguardanti il ruolo del padre Tiziano. Sarebbero state infatti attribuite a Romei frasi su babbo Renzi che in realtà pare siano state pronunciate dall'ex arlamentare Italo Bocchino. "Su questa vicenda ho perso molto consenso, le analisi indicano nella vicenda Consip uno dei problemi maggiori di perdita di consenso – spiega l’ex premier in diretta sul web – è una vicenda enorme su cui non smettiamo di chiedere la verità". Certamente la notizia dell'indagine su Woodcock non può che fare piacere a Renzi che proprio al magistrato ha spesso rivolto critiche sia in veste di premier che di segretario del partito. 

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