Un jihadista annunciato: dalla moschea al mito siriano, identikit del killer di Rouen

27 luglio 2016 ore 11:11, Adriano Scianca
Dovevano essere “squilibrati”, balordi, schegge impazzite e incontrollabili, e invece i due autori del massacro di Rouen erano i soliti “jihadisti annunciati”. Per il momento trapelano informazioni soprattutto su Adel Kermiche, un ragazzo di appena 19 anni, nato il 25 marzo 1997 a Mont-Saint-Aignan en Seine-Maritime. Adel viveva a Saint-Etienne-du-Rouvray, a casa dei genitori e per le forze dell'ordine non era certo uno sconosciuto, tanto da essere costretto a portare il braccialetto elettronico dopo aver cercato, nel 2015, per due volte di raggiungere la Siria per unirsi allo Stato Islamico.

Un jihadista annunciato: dalla moschea al mito siriano, identikit del killer di Rouen
Al secondo tentativo, il 13 maggio, era stato intercettato e respinto dalla Turchia, quindi arrestato all'aeroporto di Ginevra. Da qui era stato estradato in Francia. Dopo qualche mese di carcere, un giudice istruttore aveva disposto la sua scarcerazione e la contestuale libertà vigilata con applicazione del braccialetto elettronico, provvedimento contestato dalla Procura antiterrorismo, senza successo. Adel aveva l'obbligo di risiedere presso la famiglia, non lasciare il Dipartimento, consegnare il passaporto, ma aveva libertà di movimento per quattro ore dal lunedì al sabato, dalle 8.30 alle 12.30, la domenica fino alle 14. Tempo di cui ha approfittato per andare a cercare la jihad, rigorosamente alle 9.30 del mattino, per non trasgredire alle disposizioni del giudice. 

Sembra, inoltre, che in Siria ci sia un suo fratello, riuscito ad attraversare il confine e ora in via di addestramento nei campi del Califfato. Alcuni testimoni sentiti dai media dicono: "Mi disse: sul Corano e sulla Mecca, attaccherò una chiesa. Me lo disse due mesi fa uscendo dalla moschea. Sulla vita di mia madre, non gli ho creduto. Ma non mi sono stupito, me ne parlava tutto il tempo. Parlava dell'Islam, che avrebbe fatto cose del genere". Il suo immaginario sarebbe stato fortemente colpito dalla strage di Charlie Hebdo. Da allora aveva cambiato atteggiamento, era diventato cupo, cominciava a meditare propositi di vendetta. Fino all'orgia di sangue della chiesa di Saint-Etienne.
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