Dirigente (bianca) del British Council contro George: "Bianco privilegiato"

27 luglio 2016 ore 13:21, Adriano Scianca
Per essere la dirigente di un'ente che si occupa di diffondere la cultura britannica in Europa e negli altri continenti, Angela Gibbins ha un'idea piuttosto singolare di una delle istituzioni del regno Unito più note nel mondo: la monarchia. Non solo: la dirigente del British Council ha attaccato quello che attualmente è il membro più pop della famiglia reale: il Royal Baby. Sotto la foto di George, postata da qualche internauta in occasione del terzo compleanno del piccolo di Buckingham Palace, la Gibbins ha scritto: “Testa di ca***. Un privilegiato bianco. Quel sorriso sfacciato è la conoscenza innata che è reale, ricco, avvantaggiato, vive di denaro pubblico e non avrà mai difficoltà o disagi nella vita. Troviamo foto di bambini siriani per vedere se gli somigliano?”. 

Dirigente (bianca) del British Council contro George: 'Bianco privilegiato'
Il commento acido e sopra le righe non è passato inosservato, scatenando grandi polemiche. Tanto livore nei confronti di quello che resta pur sempre un bambino suona in effetti strano. Ma il ragionamento è anche sintomatico di una certa schizofrenia. Anche la Gibbins, infatti, “vive di denaro pubblico” (il British Council è un ente statale). Anche lei è bianca. Anche lei e, se ne ha, i suoi figli sono in qualche modo dei privilegiati, forse non come il rampollo di una famiglia reale, ma certamente più dei “bambini siriani” citati in modo demagogico. 

Ovviamente la critica alla monarchia come monumento al privilegio ha una sua storia molto antica. Ma, a parte il fatto che i bambini dovrebbero essere esclusi da simili polemiche, non si capisce cosa c'entrino i privilegi dei... bianchi. Forse nella casa reale saudita o nelle corrottissime e viziatissime monarchie africani i bambini, pur non bianchi, non sono privilegiati? L'idea che l'essere bianco sia ormai, se non una colpa, quanto meno un'aggravante, persino agli occhi di bianchi stessi in piena sindrome etno-masochista, segna una pericolosa deriva. Soprattutto in un'epoca in cui l'odio nei confronti dell'Europa e degli Europei sta determinando un vero e proprio razzismo al contrario.
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