Pensioni news, Boeri su Ape volontaria: tempi, costi e "scelte consapevoli"

27 marzo 2017 ore 12:57, Gianfranco Librandi
La riforma pensioni continua a tenere banco, sempre al centro dell’attenzione anche oltre i tavoli negoziali in corso. Opzione Donna e Quota41 sono solo due delle categorie più note per le quali si lotta allo scopo di ottenere benefici dalla riforma.
Di Ape si conosce di più, non ancora definita la platea per l'Ape social dove i costi a carico dello Stato sono piuttosto elevati, per questo motivo si dovranno necessariamente mettere dei paletti per restringere al inimo i fruitori del beneficio.
La riforma è anche argomento al centro dei vari movimenti che difendono le singole categorie coinvolte che tolte le macro categorie, si dividono in mille rivoli di lavoratori a diverso titolo interessati.
Le ultime news sul fronte pensioni ed opzione donna vengono fornite da Orietta Armiliato del Comitato Opzione Donna Social che nell’ultimo post fa delle puntualizzazioni in merito agli obiettivi ed intendimenti del suo comitato: ”Vorrei chiarire che questo comitato non invoca proprio nulla, né Ape Social per le Donne né altro ma auspica, segue, si muove, lavora per cercare di comprendere come rendere possibile e percorribile un percorso che porti ad una proposta di pensionamento anticipato rispetto alla normativa vigente per le donne, tutte, che possa essere da un lato sostenibile per il bilancio dello Stato e i dettati connessi e dall’altro sposi i loro bisogni specie adesso che la sperimentazione ha fatto il suo corso e non si rilevano intendimenti che facciano pensare ad un proseguimento della misura Opzione Donna e non importa come sarà battezzata insomma, finiamola una buona volta e nell’interesse di tutte di dire idiozie sugli intendimenti di questo Comitato sproloquiando in giro per il web, nei profili e nei vari gruppi”.

OPZIONE DONNA
Dopo la mobilitazione organizzata a Montecitorio, Giulia Molinaro, del gruppo Facebook Opzione donna proroga al 2018, fa i sentiti ringraziamenti e promette di proseguire nella sua battaglia per la proroga di opzione donna. l’On Rizzetto ha dichiarato: “Una certa parte politica che attualmente fa parte della maggioranza vi sta di fatto dicendo che non ci sono più speranze. La cosa fondamentale da fare per quanto mi riguarda, è assolutamente non toccare il fondo. Secondo me opzione donna è un protocollo in termini di scelta volontaria, quindi le persone che vogliono devono poter volontariamente uscire dal lavoro sapendo che il loro assegno mensile sarà decurtato del 20%-25%”.

Pensioni news, Boeri su Ape volontaria: tempi, costi e 'scelte consapevoli'

LAVORATORI PRECOCI QUOTA41
Antonina Cicio del gruppo Facebook Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti, promette di continuare ad andare avanti nella battaglia per l’approvazione di quota 41: ”Buonasera a tutti. Come già detto da D’Onofrio Maurizio siamo molto delusi e amareggiati, ma non molliamo. La lotta continua e non molleremo fino a che non sarà fatta giustizia”.
Sempre Walter Rizzetto, vicepresidentre della commissione lavoro alla Camera, ha dichiarato: ”Sulla quota 41 è assolutamente legittimo pensare che una persona dopo 41 anni di lavoro vada in pensione. Ci mancherebbe altro che le persone che dopo 41 anni di lavoro, sudore e soprattutto di tasse e contributi versati, non vadano in pensione. Questa è per me una cosa inconcepibile”.

LA PETIZIONE DEL DDL DAMIANO
Il ddl 857 dell’On.le Damiano, che è fermo da oltre quattro anni e nonostante le 50.000 firme raccolte e consegnate al Presidente della Camera dei Deputati On.le Boldrini non è ancora stato calendarizzato e discusso. La Legge Fornero prima e il Job act dopo, hanno incatenato i lavoratori ultracinquantacinquenni sul posto di lavoro e bloccato il ricambio generazionale.
Il ddl 857 elaborato dall’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano prevede l’uscita a partire dai 62 anni di età anagrafica e 35 anni di versamenti contributivi andando incontro ad una penalizzazione massima dell’8% decrescente di 2 punti percentuali per ogni anno di anticipo dell’età pensionabile che è fissato fino ad un massimo di quattro anni. Per i lavoratori precoci, invece, si prevede l’uscita con Quota 41, ovvero dopo il raggiungimento di almeno 41 anni di contributi effettivamente versati senza considerare l’età anagrafica e senza penalizzazioni.

LA FASE DUE E LE PROSSIME DATE
Sul fronte riforma pensioni, la fase due riparte il 6 aprile 2017 dal tema della pensione minima di garanzia e del sostegno previdenziale ai giovani con carriere discontinue
Il 13 aprile con un incontro sulla governance Inps, al quale, parteciperà, oltre al ministero del Lavoro, anche il Mef. 
L’agenda della “fase 2” del piano previdenza, avviato lo scorso autunno con l’Ape e il rafforzamento delle quattordicesime. Una fase delicata in cui si dovranno affrontare i temi della riforma della previdenza integrativa, della separazione tra previdenza e assistenza, e della riduzione del cuneo contributivo.
Per Domenico Proietti, segretario confederale della UIL, “è necessario dare la totale esigibilità per i lavoratori rispetto alle importanti innovazioni introdotte in tema di cumulo contributivo gratuito, di ape sociale, di pensione anticipata per i lavoratori precoci e per gli usuranti. Occorre, poi, avviare rapidamente la fase due per affrontare i capitoli sulla previdenza previsti dal verbale d’intesa siglato tra Governo e sindacati lo scorso 28 settembre”.
In ogni caso, come ha concluso la Camusso durante l'ultimo incontro sull'argomento della settimana scorsa, andrebbe tutto bene purchè si metta nero su bianco un accordo da sottoscrivere.

PREVIDENZA COMPLEMENTARE
Sul fronte riforma pensioni, intricata resta poi la questione della riforma della previdenza complementare. Governo e sindacati convergono sull’esigenza di rafforzare e rendere (fiscalmente) più appetibili la forme integrative, ma, anche in questo caso, tutto dipende dalle risorse disponibili. Non è escluso, comunque, come sottolinea il Dole 24 Ore, che questo obiettivo venga indicato nel prossimo Def.

DUBBI BOERI 
"Sull'ape volontaria abbiamo fatto un lavoro intensissimo, aspettiamo il Dpcm, per il quale potrebbe essere questione di breve tempo, anche di ore. E' una scadenza importante. Tempi e costi? In questo momento non si può dire di più, aspettiamo di vedere il testo". Così il presidente dell'Inps, Tito Boeri, a margine della presentazione del nuovo portale on line dell'Istituto, ha risposto alle domande sull'ape volontaria. Boeri ha quindi sottolineato che l'Istituto punta "a permettere alle persone di fare delle scelte consapevoli" sull'Ape volontaria. 

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