Un figlio chiamato desiderio: è Carlo (senza papà) per Carmen Consoli

27 novembre 2015 ore 11:08, Americo Mascarucci
Un figlio chiamato desiderio: è Carlo (senza papà) per Carmen Consoli
“Ho avuto mio figlio Carlo grazie allo sperma di un donatore anonimo”. 
E’ la rivelazione choc di Carmen Consoli che ha voluto svelare in un’intervista a Grazia come ha avuto il figlio Carlo, che oggi ha due anni e mezzo: “È stato mio papà, scomparso nel 2009, a suggerirmi l’idea di avere un figlio da sola – riferisce  - era anticonformista, libero, convinto della enorme superiorità delle donne. Credo di essere nata mamma, ma stavo diventando grande, poi ho visto Gianna Nannini e ho pensato ‘Allora si può fare’. Così ho deciso di andare all’estero per una fecondazione assistita. È stata una esperienza molto forte ma molto bella. Per  il mio bambino ho scelto il seme di una persona disponibile a essere contattata”. Tuttavia Carmen Consoli che oggi ha 41 anni ammette di essere stata attraversata da mille dubbi e perplessità prima di prendere una decisione definitiva: “Ci ho pensato a lungo, ho avuto un papà fantastico, ma poi ho capito che la cosa più importante era garantirgli un nucleo di amore. Il mio bambino cresce circondato da una famiglia. Ho scelto un donatore disponibile a essere contattato, se e quando Carlo vorrà conoscerlo”. 
Un desiderio che tuttavia sembra attraversare la stessa cantante che alla domanda se anche lei desideri conoscere l’uomo che l’ha resa madre risponde: “Moltissimo, lo immagino come una specie di vichingo, grande e grosso, perché Carlo è così. Secondo me è buono e intelligente, certe cose le sento. Non sono ancora riuscita a costruire un rapporto solido con qualcuno ma sento che a 55 anni magari mi sposerò”.
Fin qui le rivelazioni della Consoli che tuttavia non mancano di aprire qualche serio interrogativo: se il donatore è realmente rintracciabile e dunque disponibile ad essere contattato perché negare al piccolo la gioia di avere un papà? Perché non contattarlo subito e fargli riconoscere il bambino? Forse la figura paterna è considerata così irrilevante ai fini della crescita di un figlio? Con tutto il rispetto per Carmen Consoli e il suo desiderio legittimo di diventare madre, appare piuttosto strana la pretesa di far crescere il piccolo Carlo delegando a lui in futuro la scelta se contattare o meno l’altro genitore per conoscerne l'identità. Il padre non è più l’altro pilastro della famiglia, una figura essenziale per la crescita dei figli, ma il suo ruolo è oggi così banalizzato da ridurlo ad un semplice “distributore di sperma”?
 
Dai Carmen, pensa a quanto è bella la famiglia. E di questi tempi è anche anti-conformista!

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