L’ultima scoperta anti-calvizie: gli inibitori-sveglia per i follicoli

27 ottobre 2015, intelligo
L’ultima scoperta anti-calvizie: gli inibitori-sveglia per i follicoli
La calvizie, si sa, toglie il sonno e il sorriso a molte persone, in prevalenza uomini. Su come fare per far restare in testa i pochi capelli presenti, o su come stimolare la ricrescita c’è un’ampia letteratura, scientifica e popolare. La novità che Intelligonews registra riguarda una scoperta portata a termine dagli studiosi della Columbia University di New York, pubblicata sulla rivista Science Advances. 

Di cosa si tratta? I ricercatori hanno intercettato due molecole capaci di ridestare dal “torpore” i follicoli piliferi stimolando così la ricrescita dei capelli. E pure in poco tempo. Tecnicamente si chiamano “inibitori delle Janus chinasi” e finora sono stati impiegati nelle terapie dell’artrite remautoide e alcune patologie ematiche; ma adesso, la scoperta aprirà nuove frontiere.  Gli studiosi si sono imbattuti nelle molecole poi diventate parte centrale delle verifiche, lavorando sui meccanismi alla base dell'“alopecia areata”.

Per risolvere il problema, i ricercatori americani hanno somministrato ad alcuni topi-cavie i due inibitori delle “Janus chinasi”. Al termine delle analisi, l’esperimento ha evidenziato che la crescita del pelo dei topi era maggiore quando gli inibitori venivano somministrati per via topica. Secondo gli studiosi, risultati analoghi sarebbero stati riscontrati anche su follicoli umani, alimentati in provetta o trapiantati nella schiena dei topi-cavie. 

La dottoressa Christiano che ha condotto la ricerca, parla di “risultati promettenti, anche se non abbiamo ancora dimostrato che la tecnica rappresenta una cura per la calvizie. Occorrono ulteriori studi per realizzare formulazioni specifiche per il cuoio capelluto e per capire se gli inibitori possano indurre la crescita dei capelli anche nell’uomo”. 

MA C’E’ CHI SUGGERISCE DI STRAPPARLI. Lo studio è di quelli choc perché per non rimanere senza capelli serve prima di tutto estirparli dal cuoio capelluto. Intelligonews lo ha raccontato qualche settimana fa, dando conto di una tecnica elaborata dall'University of Southern California, in base alla quale si attiva infatti un segnale d'allarme che indurrebbe i capelli a ricrescere in maggiore quantità per compensare la perdita. Anche in questo caso l’esperimento è stato già condotto sui topi-cavie. La notizie era stata diffusa dal 'Daily Mail', anche se si sottolineava l’esigenza di ulteriori esperimenti per verificare i dati.

LuBi


autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...