Terrorismo, tre "insospettabili" jihadisti arrestati dai Ros: un quarto irreperibile

27 ottobre 2016 ore 14:46, intelligo
Hanno eseguito tre decreti di fermo i Carabinieri del Ros questa mattina: uno a Finale Ligure (Savona), un altro Cassano d'Adda (Milano) e poi a Torino, emessi dalla Procura Distrettuale Antiterrorismo di Genova nei confronti di altrettanti indagati. L'accusa è di associazione finalizzata a terrorismo internazionale. 
Terrorismo, tre 'insospettabili' jihadisti arrestati dai Ros: un quarto irreperibile
I presunti jihadisti sono due di nazionalità egiziana e uno algerina, ritenuti responsabili del delitto di cui all'art. 270 bis del c.p. (associazione con finalità di terrorismo internazionale). L'algerino, è stato fermato nel Cie di Torino dove era ospite come richiedente asilo, e di due fratelli egiziani bloccati a Finale Ligure (Savona) e a Cassano d'Adda (Milano). Un quarto soggetto, pure destinatario di analogo provvedimento restrittivo, risulta invece attualmente irreperibile all'estero.  Degli egiziani, il primo era pizzaiolo, l'altro cassintegrato.

L'operazione del Ros dei carabinieri è stata coordinata dalla sostituto procuratore Federico Manotti della procura distrettuale antiterrorismo di Genova. L’indagine è nata dal  monitoraggio dei siti di propaganda utilizzati dagli jihadisti. Uno dei due egiziani e l'algerino avevano tentato di accedere alle procedure per ‘iscriversi’ allo Stato Islamico. Secondo gli investigatori, i tre presunti jihadisti erano insospettabili che conducevano una vita normalissima tesa a nascondere la loro radicalizzazione. 

I tre jihadisti aderivano quindi alla “taqiyya”, dissimulavano cioè la propria fede per infiltrarsi fra i nemici dell'Islam senza essere considerati apostati. Utile alla loro individuazione la propaganda online dello Stato Islamico che facevano, è quella che li ha incastrati. "I nuovi arresti si vanno a sommare alle decine di espulsioni e di arresti avvenuti negli ultimi mesi al Nord, ed in particolare in Lombardia, a dimostrazione che proprio la Lombardia, dove c'è la più numerosa comunità islamica del Paese, con più di 80 associazioni, resta il territorio più a rischio in termini di proselitismo jihadista" per Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda. 
 
Cosa sta succedendo al Nord e in Lombardia? E' la domanda della Lega ad Alfano.  
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