Ciclista morto nel burrone, non è un incidente: sotto indagine il testimone

28 aprile 2017 ore 14:55, Micaela Del Monte
Era stato trovato morto in un burrone domenica Stefano Perrone, 32 anni, infermiere del pronto soccorso di Livorno, lungo la provinciale 10 tra Gabbro e Castelnuovo della Misericordia. Ad avvertre del ritrovamento un testimone che passava da quelle parti. Perrone aveva la passione per la bicicletta e quel giorno probabilmente era da quelle parti per una passeggiata. 

Ciclista morto nel burrone, non è un incidente: sotto indagine il testimone
ICOGNITA BICICLETTA
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A distanza di tre giorni dal ritrovamento del corpo, la ricostruzione che inizialmente raccontava di un tragico incidente (il trentaduenne che si ferma per fare pipì e cade nel vuoto) ha cambiato completamente prospettiva, arrivando a una svolta inquietante che ora deve essere confermata. Le incognite riguardo al presunto incidente erano cominciate proprio con la sua bici che misteriosamente non era stata trovata sul luogo dell'incidente, sparita nel nulla. Qualcosa quindi è cominciato a non quadrare nella dinamica dei fatti e la polizia ha cominciato ad indagare sulla morte dell'infermiere. Il punto di vista ora cambia e ad essere indagato è proprio quel testimone che aveva indicato alla famiglia di aver visto una bici sul bordo della strada mentre passava, il testimone che aveva anche accompagnato i familiari sul posto per cercare Stefano nel dirupo sarebbe anche quello implicato direttamente nell'incidente. 

UN INDAGATO - Potrebbe averlo urtato in macchina e poi aver portato via la bici (mai ritrovata) oppure potrebbe essere stato lui in seguito a un diverbio stradale a spingere l'infermiere ciclista nel dirupo. Per ora sono soltanto strade investigative tutte da provare. Ma ad alimentare i sospetti c'è il fatto che la cella del telefonino dell'uomo si era attivata più volte nella zona dell'incidente nel pomeriggio di sabato. L'auto dell'uomo è stata sequestrata, perquisita l'abitazione sua e del suocero alla ricerca della bicicletta. L'uomo si dice totalmente estraneo alla vicenda e ribadisce che è passato davvero per quella strada e che avendo visto una bicicletta sul ciglio della strada si è fermato a vedere se ci fosse qualcuno intorno, ma non aveva visto nulla. "Ne uscirà completamente estraneo ai fatti - commenta il suo legale, avvocato Massimo Gambacciani - perché lo è. Ha solo fatto il suo dovere. Era in auto con la moglie e le due bimbe, ha visto la bici e si è fermato per vedere se c’era qualcuno che aveva bisogno di una mano. Senza neanche scendere di macchina. Ha fatto due o tre volte inversione, poi ha ripreso la sua strada. Purtroppo non ha visto quel ragazzo, tutto qua".

NON E' MORTO SUL COLPO - "L’unica cosa certa — raccontano gli inquirenti — è che il ciclista dopo essere precipitato non è morto sul colpo ma si è rialzato, ha percorso una quindicina di metri in mezzo alla boscaglia prima di stramazzare a terra".
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