Possibile blocco a navi Ong straniere. Veneziani: "Italia con sindrome estemporaneità"

28 giugno 2017 ore 17:19, Americo Mascarucci
"Solo nelle ultime ore 8500 sbarchi di clandestini. Un paese invaso sparisce tra gli applausi dei media, dei preti e dei poteri". La denuncia via Twitter arriva dallo scrittore Marcello Veneziani che evidenzia come il continuo sbarco di migranti, ormai debba essere considerata un’invasione in piena regola. Quasi contemporaneamente fonti governative facevano sapere che il governo italiano sta valutando la possibilità di negare l'approdo nei porti italiani alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia ma battono bandiera diversa da quella del nostro Paese. Una mossa elettoralistica determinata dalla sconfitta del Pd e del centrosinistra alle ultime elezioni amministrative? Intelligonews lo ha chiesto proprio a Marcello Veneziani.

Come giudica l'ipotesi paventata dal Governo? E' la prova del fallimento delle politiche della sinistra sull'immigrazione o è la classica reazione post sconfitta elettorale?

"Credo sia la solita scelta contingente, a noi purtroppo manca una visione strategica dell'immigrazione. Adesso c'è questo grande flusso, avvertono che c'è un forte allarme sociale e reagiscono in modo temporaneo. Tutto quello che si fa da noi, lo si fa sulla base di un'onda emotiva del momento. Il risultato è che si fa oggi una scelta, poi fra venti giorni quando salirà una pressione dell'opinione pubblica progressista o alzerà la voce il Papa, arriveranno soluzioni diverse. Una storia che si ripete".
Possibile blocco a navi Ong straniere. Veneziani: 'Italia con sindrome estemporaneità'

Secondo fonti diplomatiche, il Rappresentante presso la Ue Maurizio Massari, nel suo incontro col commissario Ue all'immigrazione Dimitris Avramopoulos ha evidenziato che la situazione degli sbarchi in Italia è ai limiti della capacità di gestione, con un impatto sulla vita socio-politica del Paese. Ma come mai lo scoprono soltanto oggi?

"Un Paese serio dovrebbe fare un censimento dei flussi migratori e delle reali disponibilità per l'accoglienza. Sulla base dei risultati poi dovrebbe decidere se aprire, frenare, respingere, chiudere. Un piccolo Paese come l'Italia non può accogliere tutta l'Africa, gran parte dell'Asia o dell'Est. Quindi è evidente che manchi una programmazione. Questo non vuol dire chiusura ad ogni costo, sempre e comunque, ma selezione, filtraggio, accogliere quei pochi che si è in grado di poter sistemare adeguatamente rispetto a flussi incontrollati, che poi finiscono per costituire un'emergenza quasi impossibile da gestire".

Quanto ha pesato il tema dell'immigrazione sull'esito delle elezioni amministrative dove un po' tutti, dal Pd al M5S hanno cercato di inseguire la Lega su immigrazione e sicurezza?

"I risultati delle elezioni amministrative dimostrano che il nostro Paese non ha nessuna pregiudiziale di tipo razzista. Molto semplicemente si trova invaso e reagisce ad un'invasione. Qui nessuno sta dicendo che gli stranieri non debbano essere accolti a prescindere, il problema vero è quando l'italiano inizia a sentirsi straniero in casa propria. Perché questa è l'assurdità, L'elevata presenza di stranieri finisce infatti per alterare l'equilibrio e l'ecologia di una città, al punto da far sentire estraniato dal contesto chi ci è nato e cresciuto. Se a questo poi si aggiungono l'aumento della criminalità, della prostituzione, della manovalanza per attività illecite determinate dall'esigenza dell'immigrato di poter vivere, alla fine il risultato è quello che è sotto gli occhi di tutti. Anche il voto amministrativo si trasforma in protesta. Chiaro a quel punto che poi tutti cerchino di rincorrere la Lega per guadagnare consenso". 
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