Igor il russo, dopo ritiro forze speciali è giallo telefonino e fuga in Brasile

28 luglio 2017 ore 15:52, Micaela Del Monte
Di Igor il russo non c'è ancora traccia. Un mese fa gli investigatori hanno ritirato la maggior parte dei reparti speciali dei carabinieri, in particolare i cacciatori di Calabria e di Sardegna, che a scaglioni hanno lasciato l’area fra Molinella e Argenta, i due comuni dove si erano maggiormente concentrate le ricerche. Gli uomini rimasti nella zona per dare la caccia al latitante sono ora alcune decine. Pochissimi rispetto ai quasi mille uomini schierati dagli investigatori a pochi giorni dai delitti compiuti da Igor. Lo stop alle forze speciali significa interruzione nell’area di battute e di interventi con visori termici, droni, cani molecolari. E inizio di una nuova fase, con la caccia che si allontana dalla zona rossa.

Igor il russo, dopo ritiro forze speciali è giallo telefonino e fuga in Brasile
Una situazione che già aveva destato scalpore e anche un po' di vergogna. Norbert Feher, alias Igor Vaclavic, il killer di Budrio, è infatti riuscito a fuggire dalla “zona rossa” localizzata tra Marmorta e Molinella (Bologna), lasciando gli investigatori in un evidente stato di imbarazzo con un nulla di fatto. Ora emergono altri particolari inquietanti. Secondo il Corriere della Sera, a fine giungo la procura di Bologna avrebbe ricevuto una nota riservata dello Sco che sosterrebbe che "una fonte confidenziale attendibile" avrebbe notizie importanti sulla sua presenza, in un Paese del Sudamerica. La procura, prosegue il Corriere, avrebbe chiesto maggiori dettagli e viene spiegato che un agente è stato inviato in Brasile per approfondire la dritta della fonte confidenziale e che però, proprio quando l’inviato è arrivato laggiù la polizia carioca ha arrestato la fonte. Chiaramente resta un mistero, se la pista fosse confermata, il modo in cui Igor sia riuscito a scappare da una zona piena di forze dell'ordine e arrivare dall'altra parte del mondo.

Ma le rivelazioni sul caso Igor non si fermano qui. Un'altra voce viene riportata sempre dal Corriere della Sera. Circa un anno fa, infatti, gli inquirenti sarebbero entrati in possesso del numero di cellulare del killer di Budrio. Il tutto sarebbe avvenuto in seguito a un litigio con gli altri membri della sua banda. I suoi complici lo scaricano e fanno il suo nome agli inquirenti fornendo anche il suo numero di cellulare che viene messo agli atti. "Viene emessa un'ordinanza", scrive il Corriere. "Se fosse catturato e condannato, con i precedenti che ha rimarrebbe in carcere per almeno altri dieci anni. Ma nessuno lo cerca. Zero tentativi per individuarlo, nemmeno i più semplici". Il numero di cellulare fornito dagli ex complici sarebbe rimasto attivo per mesi. "Bastava metterlo sotto controllo, localizzarlo". Invece poi Igor ha ucciso. Ed è ancora libero.

A causa delle promesse disattese, e delle figuracce, è stata quindi ritenuta opportuna dal Comitato degli amici di Davide Fabbri la pubblicazione di un bando per raccogliere dei fondi per la ricompensa offerta nella taglia per la cattura del killer. Chi per primo darà notizie del fuggitivo potrà riscuotere 50 mila euro (qualora le notizie dovessero riguardare il cadavere del ricercato, il premio verrà dimezzato).
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