Scozia, sì a referendum bis per indipendenza da Regno Unito: la sfida a May

28 marzo 2017 ore 20:37, intelligo
di Stefano Ursi

Il Parlamento scozzese ha dato il via libera al secondo referendum per l'indipendenza dal Regno Unito. Con 69 voti a favore contro 59 contrari, il Parlamento di Edimburgo ha dunque dato il via, approvando la proposta del Governo, al nuovo iter per la seconda consultazione per i cittadini sulla possibilità di lasciare il Regno Unito, dopo quella del 2014 in cui i cittadini scozzesi decisero di rimanere. Quella che in molti hanno già ribattezzato la ''Scoxit''. Da Londra Theresa May non ha commentato positivamente la decisione del parlamento scozzese, dicendo che ''questo non è il momento giusto''. Va infatti ricordato che domani si apre il lungo iter per l'uscita dell'Inghilterra dall'Unione Europea, la Brexit per come la conosciamo e dunque con un referendum in Scozia i fronti caldi per il governo britannico sarebbero due e di non poco conto viste le conseguenze dell'una e dell'altra scelta. Ovviamente Londra ha sempre nelle proprie mani la possibilità di porre un diniego all'organizzazione del referendum di Edimburgo ma come è facile capire questo incrinerebbe la lunga tradizione di devoluzione che intercorre fra i Paesi membri del Regno Unito e un clima che per ora rimane sereno.

Scozia, sì a referendum bis per indipendenza da Regno Unito: la sfida a May
La premier scozzese Nicola Sturgeon, dal canto suo, in queste ore ha così commentato: "Spero che il governo britannico rispetti la nostra scelta e permetta al popolo scozzese di esprimersi liberamente". Ma ovviamente è una partita tutta da giocare. Come detto domani inizia il percorso della Brexit per Londra: con l'attivazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona, infatti, si entra nel vivo. Ad ogni modo stando ai tempi della politica internazionale, occorre capire quanto ci vorrà per mettere la parola fine a quello che si preannuncia un percorso lungo e tormentato. I negoziati inizieranno non prima di maggio, visto che una riunione straordinaria è prevista tra un mese, ovvero il 29 aprile. Tutto dovrà poi essere deciso entro il 29 marzo del 2019, quando sarà importante arrivare a un punto di convergenza onde evitare un'uscita "brusca". Ciò è ovviamente possibile, ma tutto dipenderà dalla bontà dei negoziati. Infine, ipotesi questa da tenere in considerazione, bisogna tenere conto anche della Corte di Giustizia. La richiesta di annullamento da parte di uno degli Stati membri potrebbe creare qualche problema nei tempi.

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