Debiti della PA: siamo i più "cattivi pagatori" della Ue

28 ottobre 2015, Luca Lippi
Debiti della PA: siamo i più 'cattivi pagatori'  della Ue
Il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo segue da tempo la questione del pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese fornitrici che nonostante i proclami e l’introduzione della fatturazione elettronica ancora “si estinguono” pur avendo i bilanci in ordine e attivi.

I tempi di pagamento nell’ultimo anno sono scesi di soli 21 giorni, il dato non è una burla, lo dichiara Intrum Justitia (leader in Europa nel  settore dei servizi di gestione e recupero crediti); la nostra Pubblica Amministrazione si conferma la peggiore pagatrice d’Europa, visto che salda mediamente i propri fornitori dopo 144 giorni, contro i 38 giorni medi che si registrano in Ue. Sono oltre cento giorni in più di quanto impiegato nell’Eurozona per la medesima operazione. Sono oltre tre mesi che accavallandosi alle esigenze di chiusura trimestrale delle esposizioni bancarie mettono in grandissimo “imbarazzo” le istituzioni bancarie stesse a concedere “elasticità” oltre i limiti di vigilanza di bankitalia sulle esposizioni, oltre aggravare enormemente di costi gli imprenditori intrappolati in una morsa ferale.

La Pa continua senza preoccuparsi delle conseguenze a liquidare le fatture in totale inottemperanza dalla Direttiva europea introdotta nel 2013, che impone alle aziende pubbliche il saldo fattura entro 30-60 giorni. Rispetto ai nostri principali partner economici, la Francia salda le proprie fatture dopo 62 giorni, l’Olanda in 32 giorni, la Gran Bretagna in 24 giorni e la Germania dopo 19 giorni.

Zabeo dichiara: “Così come ci ha ricordato quest’oggi la Banca d’Italia, al netto dell’importo ceduto in pro soluto, sono 61 i miliardi di debito che la nostra Pa deve alle imprese fornitrici. Una cifra imponente che fatica a diminuire poiché la nostra Pa continua a liquidare le fatture con forte ritardo rispetto a quanto previsto dalla Direttiva europea introdotta nel 2013, che impone alle aziende pubbliche il saldo fattura entro 30-60 giorni”. 

Zabeo sottolinea la condizione di “cattivo pagatore” dello stato italiano, a un privato non sarebbe concesso, oltretutto procurerebbe anche l’iscrizione in un registro (centrale rischio) inibendone ogni possibilità di accesso al credito pur non esercitando alcuna attività illecita!

Aggiunge il coordinatore della Cgia: “Grazie all’introduzione della fatturazione elettronica le cose sono migliorate. Dallo scorso 31 marzo, infatti, tutti i fornitori della Pa hanno l’obbligo di emettere la fattura in formato elettronico. Una disposizione che ha reso più trasparente il rapporto commerciale tra il pubblico e il privato, anche se il debito complessivo rimane ancora troppo elevato e i ritardi nei pagamento sono del tutto ingiustificati”.

La fatturazione elettronica è obbligatoria come previsto dall'art. 1 commi dal 209 al 214 L. 244/2007):

dallo scorso 6/06/2014, nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti di previdenza  individuate dall'ISTAT (INPS INARCASSA, CNPADC, ENPAM, CIPAG, ENPACL ecc),;

dal 31/03/2015 (termine anticipato dal DL 66/2014 rispetto al precedente 06/06/2015) nei confronti di tutte le altre Amministrazioni pubbliche e locali.

L'obbligo comporta che dopo 90 giorni (per il primo termine si tratta del 7 settembre 2014) le amministrazioni non possano accettare e procedere al pagamento delle fatture  pervenute in formato cartaceo. Pare bene non riescano a procedere neanche per quelle legittimamente in ordine con la normativa. Torna alla memoria la slide "la svolta buona" del 14 marzo 2014.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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