Allarme dall'Esc: infarto e ictus colpiscono più donne che uomini

29 agosto 2017 ore 19:15, Luca Lippi
Al Congresso della European Society of Cardiology (ESC) in corso a Barcellona è emerso che ad essere più a rischio di infarto e ictus sono le donne over 65 rispetto ai coetanei maschi. Uno studio italiano, che fa parte del progetto avviato un anno fa e chiamato ‘Ferrara città della prevenzione’, ha dimostrato che il 72% dei familiari dei pazienti colpiti da malattie cardiovascolari sono a rischio di sviluppare infarto o ictus. Una percentuale nettamente superiore rispetto alla popolazione generale (55%). A correre maggiori rischi le donne, con l’avanzare dell’età infatti gli uomini presentano valori migliori. I dati mostrano che c’è una riduzione dell’eccesso di circonferenza del girovita, che passa dal 91% al 75%, mentre nelle donne questo parametro aumenta dal 73% all’85%.
Allarme dall'Esc: infarto e ictus colpiscono più donne che uomini
LA PREVENZIONE PER LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI
Nella ricerca nata a margine del progetto ‘Ferrara città della prevenzione’, sono stati coinvolti oltre 16mila cittadini, una cifra record. Ha spiegato il prof. Roberto Ferrari, Direttore della Cardiologia di Ferrara: “Sono stati testati anche i parenti dei pazienti ricoverati nel reparto di cardiologia dell’Ospedale di Cona (frazione di Ferrara) Solo il 28% presenta un rischio basso, percentuale che raggiunge invece il 37% fra la popolazione generale. Inoltre queste persone mostrano tassi più elevati di sovrappeso e obesità. Si conferma quindi il ruolo decisivo della predisposizione genetica nello sviluppo delle malattie cardiovascolari, per questo dovremmo monitorare questi cittadini con più attenzione. Importanti anche le differenze con il progredire dell’età: gli uomini over 65 sono più virtuosi delle donne, al di là dell’ovvio incremento negli anni di fattori di rischio quali pressione arteriosa, diabete e obesità viscerale”.

DALL’ITALIA UN IMPORTANTE SPUNTO DI RIFLESSIONE PER TUTTA LA COMUNITA’ SCIENTIFICA
I dati della ricerca italiana hanno destato l’attenzione degli esperti riuniti al Congresso europeo di Cardiologia (ESC, European Society of Cardiology), in corso a Barcellona fino a domani (30 agosto). Già nel 2008 Ferrara aveva promosso un ‘censimento’ del rischio cardiovascolare della popolazione, pur coinvolgendo un minor numero di persone. Sempre il prof. Ferrari ha sottolineato:  “Nel tempo i cittadini sono diventati più virtuosi per quanto riguarda la pressione arteriosa (sia per gli uomini, da 137/82 a 128/81 mmHg, che per le donne, da 130/77 a 122/78 mmHg) mentre i valori di colesterolemia sono rimasti praticamente immutati. Complessivamente il ‘Rischio Cardiovascolare Assoluto’ nel tempo è migliorato, ma alcuni fattori mostrano un trend in peggioramento: in particolare il sovrappeso è aumentato dal 35% al 37% e l’obesità dal 12% al 15%. Dati che preoccupano e ci spingono a continuare il nostro progetto che in sei anni vuole raggiungere e sensibilizzare i 135mila ferraresi. Il nostro obiettivo è migliorare la salute e la qualità della vita di tutti i cittadini non solo grazie alla medicina ma anche all’alimentazione e all’ambiente”.

IL PARERE DEGLI ESPERTI
Gli specialisti ricordano che le malattie cardiovascolari, come l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale, sono la principale causa di morte e invalidità in Italia e nel mondo occidentale. Nel 2014 (ultimo dato ISTAT) si sono verificati nel nostro Paese complessivamente 220.200 decessi per malattie del sistema circolatorio. I fattori che influiscono sul loro sviluppo sono il colesterolo alto, l’ipertensione arteriosa, il fumo, il diabete, l’obesità e la sedentarietà.

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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