Fedez dà il benservito alla Siae e sceglie Soundreef tra polemiche e diritti

29 aprile 2016 ore 16:28, Lucia Bigozzi
Fedez dice “addio” alla Siae e sceglie Soundreef per i suoi diritti d'autore. La notizia non è passata inosservata, specie sui social dove il rapper è molto attivo e seguito. “Non voglio demonizzare la Siae ma sono qui per parlare delle alternative” spiega in una conferenza stampa a Milano sottolineando che “Soundreef è una realtà fresca e giovane che punta sul merito e sulla trasparenza per questo l'ho scelta”. Musica per le orecchie di Davide D'Atri, ad di Soundreef che non a caso definisce “coraggiosa” la decisione di Fedez. “In pochi pensavano che avremmo sfidato i grandi monopoli - aggiunge -. Autori ed editori fino ad oggi sono stati avvolti da una grande nuvola nera che ha impedito loro di sapere dove la loro musica venisse suonata o come venissero effettuati i pagamenti”. 

Fedez dà il benservito alla Siae e sceglie Soundreef tra polemiche e diritti
Dal canto suo, D'Atri sottolinea che sono necessarie rendicontazioni entro sette giorni e sempre tracciabili. “Fedez – osserva - si è iscritto a Soundreef per tutte le sue opere, passate, presenti e future. E' la nostra prima star e speriamo che altri lo seguano”
. L'esordio musicale in Soundreef è col brano “Vorrei ma non posto”: si tratta di un inedito che il rapper ha “partorito” in collaborazione con J-Ax e che uscirà il 9 maggio come anticipazione dell'album della coppia di cantautori rap, in uscita prossimamente per Sony Music.
Se Fedez argomenta la sua scelta, la Sia replica in una nota: “Abbiamo saputo e preso atto della scelta di Fedez e certamente ci dispiace perdere uno dei nostri 80.000 associati - si legge -. Continuiamo a stimare ed apprezzare Fedez come autore e come artista e tuttavia riteniamo che talune sue dichiarazioni siano frutto di una non corretta informazione”. Nella nota Siae non a caso si evidenzia un numero, che suona come un messaggio indiretto al rapper: “Dal canto nostro siamo invece contenti di annunciare che dal 1 gennaio 2015 a fine marzo 2016 circa 6.000 nuovi autori under 31 si sono iscritti a Siae. Un boom di adesioni che ci inorgoglisce e ci conferma che gli sforzi che la Società sta facendo per migliorare i servizi per i propri associati - digitalizzando l’offerta, pubblicando online bilancio e relazione di trasparenza, azzerando la quota d’iscrizione per giovani e start up editoriali e abbassando la nostra provvigione, che oggi in media è sotto al 16% - stanno andando nella giusta direzione”.

Certo è che la decisione di Fedez ha inevitabilmente riaperto il dibattito sul monopolio Siae del diritto d'autore in Italia. Il 10 aprile scorso doveva essere recepita la direttiva europea Barnier che prevede l'apertura del mercato della raccolta e gestione del diritto d'autore anche ai privati. In segno di protesta Soundreef e più di 300 fra imprenditori e musicisti hanno consegnato una lettera al premier Matteo Renzi per chiedere la liberalizzazione e la fine del monopolio Siae. Da parte sua, Siae rivendica i numeri dell'attività: “Tutela in tutto 45 milioni di opere in virtù di 270 accordi di rappresentanza con società di collecting estere. Realizziamo circa 1,2 milioni di licenze all’anno e serviamo oltre 500mila utilizzatori sul territorio, senza gravare in alcun modo sulle casse dello Stato e senza dover fare utili nell’intermediazione del diritto d’autore”. Dati che secondo la Siae “dimostrano che abbiamo un peso e una massa critica che ci consentono di tutelare al meglio gli interessi dei nostri associati, anche nei tavoli di negoziazione con grandi player internazionali”. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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