Giulio Regeni spy, il capo del sindacato: "L'ho denunciato io". E fa allusioni pesanti

29 dicembre 2016 ore 14:20, Luca Lippi
Rivelazioni sconvolgenti sul caso Regeni, dopo le dichiarazioni  del capo del sindacato autonomo degli ambulanti a un quotidiano. Ricordiamo che l'omicidio di Giulio Regeni è stato commesso in Egitto tra il gennaio e il febbraio 2016. Regeni era un dottorando italiano dell'Università di Cambridge; fu rapito il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir, e il suo corpo fu ritrovato il 3 febbraio successivo.
Le condizioni della sua salma, ritrovata vicino al Cairo in un fosso lungo l'autostrada Cairo-Alessandria, hanno evocato ipotesi di tortura eventualmente in connessione con i legami che Regeni aveva con il movimento sindacale che si oppone al governo del generale al-Sisi. L'uccisione di Giulio Regeni è oggetto di dibattito politico specialmente in Italia e motivo di tensioni diplomatiche tra Italia ed Egitto.
 “Sì, l’ho denunciato e l’ho consegnato agli Interni e ogni buon egiziano, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso”, questa è la rivelazione choc resa all’edizione araba dell’Huffington Post, ed  è di Mohamed Abdallah, il capo del sindacato autonomo degli ambulanti. Secondo quanto riferito dall’uomo sarebbe stato lui a consegnare Giulio Regeni in mano agli uomini che fanno capo direttamente al presidente egiziano Al Sisi.
Le sue dichiarazioni sono riprese dall’Espresso online. “Siamo noi che collaboriamo con il ministero degli Interni. Solo loro si occupano di noi ed è automatica la nostra appartenenza a loro. Quando viene un poliziotto a festeggiare con noi a un nostro matrimonio, mi dà più prestigio nella mia zona”, afferma ancora il sindacalista, che, secondo quanto scrive l’Espresso racconta: “Io e Giulio ci siamo incontrati in tutto sei volte. Era un ragazzo straniero che faceva domande strane e stava con gli ambulanti per le strade, interrogandoli su questioni che riguardano la sicurezza nazionale. L’ultima volta che l’ho sentito al telefono è stato il 22 gennaio, ho registrato la chiamata e l’ho spedita agli Interni”.

Giulio Regeni spy, il capo del sindacato: 'L'ho denunciato io'. E fa allusioni pesanti

Secondo l’agenzia Reuters, il nome di Abdallah come uomo vicino ai servizi era emerso il 4 agosto scorso citato da fonti della sicurezza interna egiziana, per le quali il capo del sindacato che era al centro delle ricerche del giovane italiano aveva “visitato di frequente uno dei quartier generali” della sicurezza interna. Forse, aggiungevano i crinisti, non era un vero e proprio collaboratore ma una persona “che ha un mutuo beneficio ad avere un rapporto con gli apparati”.
In una intervista a Repubblica, Hoda Kamel dell’Egyptian Center for Economic and social rights e amica del ricercatore , aveva fatto emergere dubbi e sospetti sul ruolo di Abdallah già a marzo. Hoda aveva parlato chiaramente di una “vendetta” dell’uomo nei confronti di Regeni e affermato che il sindacato è “infiltrato dai servizi”. I tabulati di Abdallah sono stati richiesti e consegnati lo scorso maggio alla magistratura italiana che indaga sull’omicidio.
Nell’articolo dell’Espresso, Abdallah spiega:E’ illogico che un ricercatore straniero si occupi dei problemi degli ambulanti se non lo fa il ministero degli Interni. Quando io l’ho segnalato ai servizi di sicurezza, facendo saltare la sua copertura, lo avranno ucciso le persone che lo hanno mandato qua”. 

autore / Luca Lippi
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