Addio monetine da 1 e 2 centesimi: effetti per risparmiatori e Stato

29 maggio 2017 ore 13:45, Micaela Del Monte
Parliamoci chiaro, sono più le monetine da 1 e 2 centesimi che abbiamo perso che quelli che abbiamo utilizzato per pagare. Problema risolto, dal 2018 i "tagli piccoli" verranno messi al bando. La sospensione del conio di 1 e 2 centesimi è stata decisa infatti dalla Commissione Bilancio della Camera che nei giorni scorsi ha dato il via libera a un emendamento alla manovrina, primo firmatario Sergio Boccadutri del Pd, che sospende appunto dal 2018 il conio dei centesimi più piccoli. Le monetine in circolazione conserveranno il loro valore legale.

Addio monetine da 1 e 2 centesimi: effetti per risparmiatori e Stato
“Il risparmio derivante dagli effetti della norma è destinato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato”,
si legge nel provvedimento. L’importo in euro verrà arrotondato per eccesso o per difetto al multiplo di 5 più vicino se si paga in contanti. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi verificherà l’impatto di queste disposizioni sulle variazioni dei prezzi praticati al consumatore e riferirà ogni sei mesi eventuali anomalie dei prezzi al Ministero dello Sviluppo economico, che se necessario farà segnalazioni all’Antitrust. “Sono monetine – ha dichiarato al Sole24ore.com nei giorni scorsi Boccadutri che non vengono accettate dai parcometri, dai distributori automatici, dai caselli autostradali. I consumatori le ricevono come resto, ma non le riusano. Monetine di rame spesso lasciate a casa nei cassetti, abbandonate nei porta oggetti delle auto o alla cassa dei supermercati per non ingombrare le tasche. Nei fatti, insomma, è una produzione in perdita, perché costano più di quello che valgono”.

In disaccordo con l'emendamento Forza Italia che, tramite una nota dell'onorevole Alberto Giorgetti dice che la norma "avrebbe avuto bisogno un approfondimento più ampio perché non può sottovalutarsi il rischio di ricadute sui consumatori finali, vittime di facili 'arrotondamenti' al rialzo".

RISPARMIO PER LO STATO - Per lo Stato sospendere il conio delle monetine comporterà un immediato risparmio di circa 20 milioni di euro. Per una situazione che può sembrare paradossale ma non è così infrequente, il costo della produzione degli 1 o 2 centesimi è sempre stato superiore al loro valore specifico. Si tratta comunque di cifre non particolarmente significative.

REGOLE DI ARROTONDAMENTO - Il primo, ovvio pericolo è l’arrotondamento verso l’alto dei prezzi: se il conto verrà ad avere un uno, due, tre o quattro come seconda cifra decimale potrebbe passare al cinque, o alla decina successiva con il sei, sette, otto e nove. Basterebbe invece imporre l’arrotondamento per difetto in caso di 0,1, 0,2, 0,6 e 0,7 per evitare effetti inflazionistici, che pur se in apparenza minima potrebbero farsi comunque sentire sulle tasche degli italiani. Le regole dell’arrotondamento verranno definite tramite un apposito decreto (sperando che il vuoto legislativo non duri troppo tempo), ma non ci saranno problemi per il pagamento con le carta di credito e i Bancomat: in questo caso, i centesimi “orfani” rimarranno immutati, e quindi chi preferisce sfruttare le potenzialità del proprio conto corrente online non sarà toccato dal cambiamento.

Tre anni fa IntelligoNews ha parlato proprio con Sergio Boccadutri della sua iniziativa, volta a sospendere il conio delle monete da 1 e 2 centesimi di euro. Ecco il testo dell'intervista:

L'iniziativa #nocent è in Parlamento. Già alcuni Paesi in Europa hanno eliminato le cosiddette 'monetine': perché anche l'Italia dovrebbe farlo? 
"Innanzitutto per risparmiare 21 milioni di euro l'anno: questa è la spesa nel 2013 per coniare le monete da 1 e 2 centesimi. Soldi che potrebbero essere utilizzati per tante altre cose... Queste monete sono state eliminate dai Paesi Bassi e dalla Finlandia, e anche il Canada ha agito in modo analogo. Il problema è duplice: non solo il costo di produzione è superiore al valore nominale della moneta, ma non vi è nemmeno la compensazione derivante dalla sua circolazione! Il costo della moneta da 1 centesimo è pari a 4,5 centesimi, quella da 2 costa 5,2 centesimi!".

Boccadutri (Sel): 'Risparmieremo 21 milioni eliminando 1 e 2 centesimi: gli italiani lo fanno già!'Quindi la circolazione di queste due monete, a differenza di quanto avviene con le altre, non ne ammortizza il costo? 
"Esattamente, perché queste monete non circolano! Almeno il 70% di queste si perde ogni anno, e si devono nuovamente produrre. Le persone non le danno valore, le ricevono come resto solo nei supermercati, se cadono neanche si chinano a prenderle! Non vengono inoltre accettate dai distributori automatici, dai parcometri e in autostrada, e sono molti i commercianti che preferiscono arrotondare pur di non prenderle!". 

Eppure qualcuno contrario alla sua mozione ci sarà... 
"Toglieremmo una parte di attività alla Zecca dello Stato, questo è l'unico motivo vero. I costi sono davvero molteplici, basti pensare che gestire un rotolo di 50 monete da 1 centesimo costa 40 centesimi! Contarle, metterle insieme e fare i tubetti ha un costo dell'80%! La gestione, in definitiva, ha un costo pazzesco".

L'inflazione?
"Questo è un falso problema nel modo più assoluto. Si procederebbe inoltre con delle regole di arrotondamento, lasciando sì i prezzi al centesimo, ma applicando appunto semplici regole mutuabili ad esempio dal Canada: i centesimi 1 e 2 si portano allo zero inferiore, 8 e 9 a quello superiore, e 3, 4, 6 e 7 si portano ovviamente a 5. Sia chiaro: non si toglie valore legale alle monetine, ma si sospende il conio. Quelle che ci sono continuerebbero a circolare, ed anche l'ePayment resterebbe ovviamente al centesimo". 

Anche se il loro utilizzo è già ora basso... 
"Pensiamo a noi: se il fornaio mi chiede 1,98 euro, io non gli do 8 centesimi, ma 2 euro! Anche sui cosiddetti 'prezzi psicologici', ad agire pesantemente è la prima cifra: il famoso 4,99 non diventerebbe 5,05, ma 4,95!".    

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