Due fermi per l'omicidio di Alatri, branco "temuto e conosciuto" per Bruzzone

29 marzo 2017 ore 16:13, intelligo
Novità  raccapriccianti sull'orribile pestaggio di Alatri. Alla morte del 20enne Emanuele Morganti avrebbero partecipato in branco, e i due fermati sarebbero solo l'inizio di una lunga serie di arresti che potrebbe avvenire. Andiamo per ordine. Si tratta di violenza del branco su un inerme ragazzo che si è messo a difendere la sua dolce metà, rischiando senza saperlo la pelle. 15 minuti di orrore, con spranghe contro, colpi e calci mortali. La metà delle persone che erano lì che ruolo hanno avuto? E' questo il punto, capire chi ha osservato o anche partecipato al tragico pestaggio che ha ucciso Emanuele. Una piazza che si è sporcata di sangue e che ha scosso l'intera Italia. 
Intelligonews oggi chiesto alla criminologa Roberta Bruzzone, che ieri sera ha parlato del caso di Alatri ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta,quali fosse le ultime novità sui due presunti colpevoli ma non solo sui fermati. E la dottoressa, nota e affermata criminologa, ha spiegato che "sicuramente sussiste l'accusa di omicidio volontario pluri aggravato per le persone fermate ma poi ci sono altri indagati, circa cinque o sei, già individuati e accusati di rissa. Poi la Procura dovrà vagliare anche la posizione delle altre persone presenti sulla piazza, perché da alcune testimonianze emergerebbero delle evidenti responsabilità penali non soltanto per omissione di soccorso ma anche per non aver impedito le violenze messe in atto dal branco che hanno portato alla morte di Emanuele". 
Due fermi per l'omicidio di Alatri, branco 'temuto e conosciuto' per Bruzzone
Secondo l'esperta infatti non solo i due ragazzi sottoposti a fermo rischiano di finire coinvolti dall'indagine, per astratto "possiamo ipotizzare che tutti possano rispondere del concorso in omicidio, però bisognerà ricostruire in maniera precisa la dinamica dei fatti. In linea di massima tutti dovrebbero rispondere del reato di rissa aggravata".
Poi Bruzzone specifica quello che molti ipotizzavano: "Questi soggetti - dice - appartengono ad un gruppo criminale più ampio erano temuti e conosciuti, ragion per cui i presenti nella piazza si sono tenuti ben alla larga per evitare a loro volta di diventare bersaglio. Purtroppo il principale complice degli aggressori è stata la paura che si è trasformata in omertà". 
E' il rischio dei ragazzi sulla strada, il rischio degli adolescenti di appartenere a un gruppo non ispirato da buone intenzioni, come è accaduto: "Se il gruppo è sano può esercitare un'influenza positiva fra i ragazzi, ma se invece come in questo caso si tratta di un branco, all'interno del branco i vari soggetti assumono diverso potere e questa cosa influenza negativamente soprattutto quelli che hanno personalità abnormi"  è l'opinione della Bruzzone. 

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autore / intelligo
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