Renzi lancia la "cyber-security" contro il terrorismo (ma cos'é?)

29 novembre 2015 ore 15:08, Adriano Scianca

Renzi lancia la 'cyber-security' contro il terrorismo (ma cos'é?)
Matteo Renzi lancia la sua parola d'ordine contro l'Isis: ciber-security. “Siamo di fronte a un nemico pericoloso – ha detto il premier – nessuno può sottovalutarlo: ecco perché stiamo insistendo con la cyber-security e diamo un contributo alle forze di sicurezza”. Renzi ha spiegato: “Per ogni videocamera nella strada ci dev'essere un videomaker. E per ogni centesimo in sicurezza ci dev'essere un centesimo investito in cultura”. Il concetto non è molto chiaro, in verità.

Più lineare è stato invece il discorso sul terrorismo in generale: “Non viviamo tempi facili, ma i vostri genitori hanno vissuto il terrorismo: è stato un momento terribile, il terrorismo interno. L'Italia queste vicende le ha già affrontate. I vostri genitori hanno vissuto il terrorismo quando erano all'università. In quei giorni vedevano scene drammatiche, si uccidevano, giornalisti, politici e magistrati”. 

Il terrorismo, ha aggiunto, è “un nemico molto pericoloso che nessuno può sottovalutare. Non siamo uomini e donne chiusi dentro muri, ma delle comunità e oggi dobbiamo essere in prima linea portando il senso profondo di ciò che l'Italia. Chi ha ucciso, ha ucciso in un ristorante, dentro un teatro. Ha ucciso fuori da uno stadio, nei luoghi della quotidianità. Perché i terroristi vogliono distruggerci e farci paura. La risposta deve essere una sola: dobbiamo investire in ciò che abbiamo di più bello e profondo”, ha aggiunto Renzi, ricordando gli attentati del 13 novembre a Parigi. Per ogni “centesimo che sarà investito nella sicurezza, sarà investito un centesimo in cultura”, ha assicurato Renzi, “servono più teatri, insieme alle videocamere di sorveglianza”.

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