Che fine ha fatto Umberto Tozzi?

03 agosto 2017 ore 17:04, Luca Lippi
Umberto Tozzi ha dato molto e ci darà sempre di più'. Con 80 milioni di copie vendute in tutto il mondo , Tozzi è tra gli artisti italiani che hanno venduto il maggior numero di dischi. Uscito fuori dai confini nazionali con prepotenza, Tozzi si afferma come autore italiano all’estero con la canzone Gloria (1979), interpretata da Laura Branigan, entrando nelle classifiche dei dischi più venduti in Gran Bretagna, arrivando fino alla sesta posizione. 
Nato a Torino il 4 marzo 1952, da emigranti, Nicola Tozzi, agente di polizia originario di Vico del Gargano (in provincia di Foggia) e mamma Immacolata, casalinga, originaria di Montesarchio (in provincia di Benevento). Cominciò a suonare la chitarra a 13-14 anni, nella sala prove dell'oratorio della parrocchia, ma le vere prime esperienze musicali cominciarono l'anno dopo, nel 1967, come chitarrista della band del fratello maggiore Franco.
Che fine ha fatto Umberto Tozzi?

CARRIERA

Quarant’anni fa snobbato dalla critica, cantava all’Arena di Verona il suo brano ‘Ti amo’, venne subito etichettato come un fenomeno passeggero, talmente passeggero che dopo 40anni tornerà ancora all’Arena, il 18 settembre, a rinnovare la sua promessa d’amore ai suoi fan.
E’ uno dei più atipici cantautori italiani. Innamorato dei Beatles. Simbolo di una fase del pop italiano. Da sempre sganciato dai salotti e dalle amicizie chic. Ha dichiarato recentemente: Dal 1991 vivo a Monaco, per me è stato più facile che per mia moglie perché sono nato a Torino ma non ho radici”. ‘Ti amo’ per chi non ha buona memoria, è una canzone esplosa durante il periodo dei cantautori politici, ed è esattamente questo il momento in cui Umberto Tozzi riceve le critiche più pesanti. Tuttavia una riflessione è meritata, per Tozzi la strada è sempre stata in discesa, è rimasto il cantante pop più pop degli altri e il segreto è stato proprio quello di non farsi imprigionare in un'epoca storica precisa.
È stato anche etichettato come il re dei tormentoni, e in affetti è vero. Da un po’ di anni i tormentoni sono creati dalle radio, Umberto Tozzi i tormentati li ha creati ad arte e li fa sopravvivere senza necessariamente dover elemosinare presenze e inviti a trasmissioni di ogni genere.
Gli anni ottanta, il periodo di massimo splendore per il cantautore torinese, si aprirono col brano 'Stella stai', singolo estivo molto orecchiabile, tanto che fu inserito nell'album immediatamente successivo, "Tozzi" (o anche chiamato "Poste 80"), che contiene un altro brano di discreto successo, Dimmi di no. Ne scaturisce quindi una lunga tournée, dove i brani vengono registrati ed inseriti nel live album "In concerto", con versioni riorchestrate.
Il 1981 fu l'anno di 'Notte rosa', un album sperimentale contenente atmosfere tardo-romantiche. Oltre l'omonimo singolo, contiene brani come "Roma nord" e "Per Angela".
L'anno dopo, il 1982, che vede l'uscita dell'album "Eva", con arrangiamenti innovativi, sebbene ottenga meno successo del precedente. Il singolo di lancio è l'omonimo "Eva", seguito da "Mama", brano poi ripreso anche da Laura Branigan. La consuetudine di pubblicare album ogni anno a ridosso dell'estate si interruppe nel 1983, quando pubblicò soltanto il 45 giri "Nell'aria c'è", hit sempre a tematica tipicamente estiva.
Il 1984 fu un anno di scarsi risultati; Tozzi infatti, pubblicò l'LP Hurrah, che però non ottenne il risultato sperato. Il disco contiene anche "Nell'aria c'è", hit dell'anno precedente, con arrangiamenti curati dallo stesso Tozzi. Altre canzoni presenti sono: "Tre buone ragioni", "Attimi" e "Non ho che te". Lo scarso successo di quell'anno, in concomitanza con la separazione dalla prima moglie Serafina, lo portò ad allontanarsi dal pubblico discografico almeno fino al 1986.
Un lungo silenzio durante il quale Tozzi non canta in pubblico ma scrive, soprattutto insieme ad altri colleghi cantautori italiani finchè non nasce ‘Si può dare di più’ il brano scritto a sei mani insieme a Bigazzi e Raf. La canzone fu eseguita al Festival di Sanremo 1987, cantata insieme a Gianni Morandi ed Enrico Ruggeri, e vincendo il primo posto.
Tozzi riconquistò così la platea nazionale, sbaragliando le classifiche di vendita e le programmazioni alla radio. Il brano, oltre che essere inserito nella sua prima raccolta, "Minuti di un'eternità", diventò anche l'inno della Nazionale italiana cantanti, la squadra calcistica benefica fondata da Mogol circa sei anni prima. All’epoca, i brani sanremesi potevano arrivare a vendere circa 10-15 mila copie, ‘Si può dare di più’ arrivò a circa 250 mila copie, tra Europa e Giappone, facendo passare l'allora casa discografica CGD dalla cassa integrazione ai doppi turni, per far fronte alle richieste. Lo stesso anno, Tozzi si presentò, insieme a Raf, all'Eurofestival, e i due si classificarono al terzo posto con "Gente di mare", anche questa di successo. 
Cittadino italiano residente nel Principato di Monaco da svariati anni, il 2 luglio 2011 si esibisce presso il Palazzo dei Principi di Monaco alle nozze del Principe Alberto II di Monaco con Charlène Wittstock, dietro invito dello stesso principe. 

OGGI 

Oggi Umberto Tozzi è il solito ragazzo schivo di sempre, ma con la medesima voglia di cantare ‘Ti amo’ a chi, ascoltandolo, gli ha dato la felicità. Sta preparando il suo ‘Ti amo tour’, partenza il 12 agosto da Girona (Spagna), tappa italiana a Verona il 18 settembre, fino a chiudere il giro di 25 date a Eislingen, in Germania.

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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