Pigrizia contagiosa come lo sbadiglio, colpa dell'influenza sociale

03 aprile 2017 ore 16:16, Micaela Del Monte
Non soltanto lo sbadiglio è contagioso, ma la pigrizia in generale. Lo testimonia uno studio di un team di ricercatori del parigino Brain and Spine Institute, secondo il quale, tramite l’emulazione, anche la pigrizia ‘si trasmette’ tra gli individui; così come, del resto, l’impazienza e la prudenza. Secondo l’indagine, pubblicata sulla sulla rivista scientifica PLOS Computational Biology, ciò avverrebbe perché inconsciamente tendiamo a modellare i nostri atteggiamenti su quelli degli altri; in particolare quando si tratti di campi come quelli dell’indolenza (pigrizia), dell’impulsività (impazienza) e dell’evitamento del rischio (prudenza).

Pigrizia contagiosa come lo sbadiglio, colpa dell'influenza sociale
Gli studiosi hanno chiesto a 56 persone di prendere una carrellata di decisioni – che implicano una serie di rischi, ritardi e sforzi – in due momenti distinti: sia prima e sia dopo aver osservato le scelte fatte da un altro partecipante allo studio in realtà fittizio (si trattava di algoritmi d’intelligenza artificiale) la cui prudenza, pazienza e pigrizia sono state ben calibrate dai ricercatori.

Analizzando i risultati, gli scienziati hanno osservato che le risposte date dagli esseri umani hanno seguito le logiche del cosiddetto “falso consenso”, cioè la propensione a credere che gli altri la pensino come noi, anche quando non è così; e della “influenza sociale”, il fenomeno per cui tendiamo ad avere giudizi, opinioni e atteggiamenti analoghi a quelli di chi ci circonda. “Abbiamo dimostrato che l’attitudine delle persone nei confronti di sforzi, ritardi e rischi tende verso quella degli altri”, scrivono gli autori del report. I partecipanti allo studio son sembrati abbastanza inconsapevoli dei pregiudizi alle basi delle loro decisioni. Non solo, l’influenza sociale è risultata, in parte, determinata dal falso consenso: siamo portati a comportarci in maniera simile agli altri perché proiettiamo su di loro il nostro modo di pensare.

Un esito che rimarca ed estende quelli ottenuti da altri lavori fatti sui risvolti che il “contagio sociale” ha sulle nostre valutazioni. Ma la dimostrazione matematica condotta dai ricercatori dimostra che entrambi i pregiudizi, e la correlazione tra loro, sono caratteristici di un meccanismo che ci fa imparare dalle attitudini non proprio manifeste degli altri. “Anche se sono necessari altri lavori per stabilire questo effetto ed esplorare la sua rilevanza pratica, il nostro risultato è senza precedenti”, concludono gli studiosi. Rimane, per esempio, da capire se il “contagio della pigrizia” sia solo un effetto a breve termine o se abbia anche delle conseguenze più profonde e durature sul carattere. E come questo meccanismo funzioni nelle persone che soffrono di autismo o di schizofrenia. Gli scienziati sono già al lavoro.
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