Cancro ai polmoni: stessi farmaci dal '90, ora ci sono le armi immunoterapiche

03 giugno 2015, Orietta Giorgio
Cancro ai polmoni: stessi farmaci dal '90, ora ci sono le armi immunoterapiche
Nuovi studi e nuove speranze contro il tumore ai polmoni. Le armi per combatterlo si affinano e diventano più precise aumentando la possibilità di sopravvivere
ad uno dei tumori più diffusi e aggressivi: il “cancro dei fumatori". 

Il tumore al polmone non a piccole cellule squamoso è una forma di neoplasia ad oggi molto difficile da curare, i dati che arrivano da un nuovo studio presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) in corso a Chicago sono incoraggianti. 

Filippo De Marinis, direttore di Oncologia toracica dell'Istituto europeo di oncologia di Milano spiega: “Contro questo tipo di tumore le armi terapeutiche sono ridotte ed i farmaci in uso sono ancora quelli degli anni '90. Non vi era, cioè, alcun farmaco innovativo disponibile. Quella presentata all'Asco è la prima molecola di immunoterapia che punta a risvegliare il sistema immunitario utilizzabile in modo mirato contro questo tumore dei fumatori. Oggi l'aver trovato un'arma nuova è un passo importante in avanti importante”. 

Lo studio (Poplar) presentato dal professor Filippo De Marinis, ha dimostrato, che la molecola immunoterapica Mpdl3280a ha raddoppiato le probabilità di sopravvivenza rispetto alla chemioterapia, la nuova molecola ha registrato una diminuzione del tasso di mortalità del 53% nei pazienti precedentemente trattati. 

E non solo: è stato dimostrato come una nuova terapia a bersaglio molecolare sia efficace contro una forma di tumore al polmone caratterizzata da una mutazione genica specifica, tipica dei pazienti più giovani e non fumatori. 

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