Zuckerberg Vs Brasile: cosa ha sbaglato stavolta WhatsApp sospeso 3 giorni

03 maggio 2016 ore 16:26, Americo Mascarucci
WhatsApp è nuovamente stato bloccato in Brasile per 72 ore, ovvero tre giorni. 
La sentenza del 26 aprile del giudice Marcel Montalban del tribunale di Lagarto, nello Stato di Sergipe, ha infatti ordinato agli operatori telefonici locali, di rete fissa e mobile, di bloccare il servizio di messaggistica di proprietà di Facebook in tutto il Paese a partire dalle 14 locali del 2 maggio 2016 pena una multa di 500 mila reais (circa 125 mila euro) per ogni giorno in cui l'ordine non verrà rispettato. Per evitare questo, le compagnie telefoniche brasiliane TIM, Oi, Vivo, Claro e Nextel hanno deciso di rispettare il provvedimento del giudice.
Era già accaduto a dicembre 2015 dopo che le compagnie telefoniche nazionali avevano addebitato lo stato di crisi in cui erano piombate proprio all’eccessivo sviluppo dell’applicazione chiedendone la chiusura. 
Le compagnie avevano trovato compiacente il giudice di San Paolo che dopo mesi di pressioni aveva disposto di sospendere il servizio per 24 ore in tutto il Paese. In Brasile WhatsApp, che è di proprietà di Facebook, è l’applicazione più usata in assoluto, con circa 93 milioni di utenti in tutto il paese. Secondo le compagnie telefoniche brasiliane il servizio sarebbe illegale e strumento di pirateria pura. 

Zuckerberg Vs Brasile: cosa ha sbaglato stavolta WhatsApp sospeso 3 giorni
Stavolta il motivo del blocco è da ricercare nel mancato rispetto di un un ordine di un tribunale che chiedeva a Facebook la condivisione di informazioni nell'ambito di un'inchiesta sul traffico di droga.
 Il magistrato ha chiesto all'azienda di proprietà del colosso in mano a Mark Zuckerberg, di fornire i dati di alcuni utenti coinvolti nell'indagine sul traffico di droga, condotta dalla polizia federale. Il mese scorso, WhatsApp ha introdotto la cifratura "end-to-end", n materia di protezione dei dati personali, che rende le conversazioni non accessibili a terzi. 
Secondo Joao Rezende, presidente di Anatel, l’Agcom brasiliana, si tratta di una misura sproporzionata che punisce gli utenti . "WhatsApp deve rispettare le decisioni della magistratura per le condizioni tecniche che le competono ma, evidentemente, il blocco non è una soluzione" ha dichiarato. 

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