Firenze "teatro" per gli show di Renzi: dalla riforma delle banche ai comitati per il sì

03 maggio 2016 ore 16:15, Americo Mascarucci
I maligni sostengono che Matteo Renzi ha scelto di aprire la campagna elettorale per il Referendum di ottobre sulle riforme costituzionali a Firenze, per cercare una "piazza amica" e ricevere così un sicuro bagno di folla.
Diversamente dalle previsioni iniziali infatti, che avevano portato il Premier a dichiarare "se il referendum non passa vado a casa" il successo del sì non sarebbe più così scontato; anzi, stando ad alcuni sondaggi se si votasse oggi c'è il concreto rischio che a prevalere siano i no. Una sfida dunque incerta quella che attende il Governo che misurerà con il referendum d'autunno il gradimento degli italiani nei riguardi della riforma costituzionale approvata in via definitiva dal Parlamento.
E' da Firenze dunque che Renzi ha scelto di lanciare i "comitati per il si" e dare vita a quella grande mobilitazione popolare che da qui ad ottobre dovrà contrastare la propaganda del no e convincere gli italiani sulla genuinità di una riforma che, se approvata dagli italiani, permetterà il superamento del bicameralismo perfetto, caposaldo della repubblica parlamentare italiana.
Gli avversari sostengono che Renzi abbia scelto di partire dalla "sua" Firenze convinto che la città dove ha mosso i primi passi come presidente della Provincia e come sindaco, non gli avrebbe voltato le spalle. E così è stato. Il bagno di folla Renzi lo ha avuto ed è stato subito show. 

"Ho spiegato - ha detto il Premier - che sicuramente la campagna elettorale si vince in tv e con i mezzi di comunicazione di massa. Ma che il referendum costituzionale di ottobre non si vince solo con la tv: occorre uno sforzo personale, diretto, tenace di tutti quelli che ci hanno portato fin qui. Per questo ho detto alla mia gente che fino alla fine noi non molleremo di un centimetro, che saremo in prima fila per cambiare, che non ci risparmieremo muovendoci da nord a sud. Ma stavolta siamo ad avere bisogno di voi. Da soli possiamo vincere, ma io voglio convincere e soprattutto coinvolgere gli italiani". 
Eh sì, Renzi aveva bisogno "di voi", alias della sua Firenze, quella Firenze da cui è certo di non essere tradito.
Firenze 'teatro' per gli show di Renzi: dalla riforma delle banche ai comitati per il sì
A Firenze Renzi era tornato anche nel dicembre scorso scegliendo proprio la Leopolda e dunque il bagno di folla scontato per lanciare il suo affondo sulla vicenda banche, nel momento in cui il Governo era nell'occhio del ciclone con l'accusa di conflitto di interessi contro il Ministro Maria Elena Boschi. Dopo giorni di silenzio proprio nel capoluogo fiorentino il Premier annunciò: "Sì alla commissione di inchiesta sulle banche, lo dico a nome del governo e del Pd: non abbiamo nessuno scheletro nell'armadio. Il nostro sistema bancario è più forte e più solido di quello tedesco. La verità verrà fuori. Andiamo avanti a modificare quel che va modificato nel sistema bancario, a partire dalle banche cooperative che sono troppe e ci sono troppi amministratori che prendono una prebenda. Lo diciamo da anni e adesso lo facciamo".
Anche lì fu bagno di folla mentre fuori i risparmiatori protestavano. Ma la Firenze di Renzi, la Firenze che non lo ha dimenticato e dove torna ogni volta per mostrare la sua forza stava là dentro ad applaudire il Premier che annunciava nuove regole per il credito italiano.
 E ieri era ancora lì per sostenere una mobilitazione referendaria da cui dipenderà il destino del Governo e del Premier stesso. 
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