Assalto alla Camera dei 5 Stelle. Messaggio ai renziani: “la casa non si tocca”

03 marzo 2016 ore 12:52, Luca Lippi
Il riferimento è alla contestazioni che avevamo previsto, nonostante la corsa degli “assistenti” a precisare che la norma in formulazione sulla direttiva europea che dà l’immobile alle banche dopo sette rate non pagate non è retroattiva, non si capisce perché la non retroattività, che poi non è vera, dovrebbe renderla meno negativa espugnandone il senso logico che è quello di mettere in mano alle banche il patrimonio e sacrifici di milioni di famiglie senza che queste possano difendersi ad armi pari.

Assalto alla Camera dei 5 Stelle. Messaggio ai renziani: “la casa non si tocca”
Pronto a “scatenare gli elementi” il M5S contro la direttiva europea “Mettere a rischio le case degli italiani è una follia! Riportiamo i partiti sulla terra”. La direttiva prevede che chi ha un contratto di mutuo ipotecario con la banca e paga in ritardo per sette volte anche non consecutive la rata perde la casa, che entra automaticamente nelle disponibilità della banca. Il primo passo della battaglia annunciata via web è stato l’occupazione del corridoio davanti alla Commissione Finanze, per impedire la discussione del decreto legislativo che recepisce la direttiva sui mutui. I deputati 5 Stelle hanno esposto un cartello «La casa non si tocca», bloccando l’ingresso alla stanza. Una breve protesta: dopo alcuni minuti i grillini hanno liberato il corridoio e la Commissione ha potuto riunirsi. 
La seduta però è durata poco e la riunione è stata aggiornata al 3 marzo. E poi c’è stata la bagarre in Aula dove sono stati esposti cartelli di protesta durante il question time di Montecitorio sul decreto legislativo sui mutui. I cartelli erano diversi e riportavano frasi come “Giù le mani dalla casa” e “La casa non si tocca”, per questo motivo sono stati espulsi dall’aula Marco Brugnerotto, Ivan Della Valle e Nicola Bianchi. 
La protesta dei 5 Stelle non è affatto finita, anzi!  Ad assicurarlo è Luigi Di Maio “Questa norma oggi non si voterà grazie alla nostra azione di blocco della Commissione. Domani proveremo a fermarla in altro modo. Al diavolo la correttezza istituzionale, con la casa non si scherza! Il parere della Commissione non è vincolante, quindi il governo, se davvero vuole dialogare, o lo ritira, o lo cambia o lo cancella”, e poi tocca anche ai deputati della commissione Finanze, che sono stati affiancati nella protesta anche dagli altri colleghi e componenti del direttorio M5S, da Carlo Sibilia ad Alessandro Di Battista.
La difesa di chi non riesce più a pagare i mutui è stata in Spagna la battaglia politica che ha fatto volare nelle urne Podemos, ora il Movimento 5 Stelle si candida a fare altrettanto in Italia. Se non fosse stata sospesa la seduta, la commissione Finanze della Camera avrebbe dovuto esaminare il decreto del governo che recepisce la direttiva europea 2014/17 sui contratti di credito e che, nel punto più controverso, prevede appunto che la banca possa mettere in vendita un immobile senza transitare per i Tribunale e dopo sette mensilità di mutuo non corrisposte.
Alla fine sono stati sanzionati 11 deputati del Movimento 5 stelle dall’ufficio di presidenza di Montecitorio. Nessun provvedimento invece nei confronti del deputato Pd Emanuele Fiano anche lui allontanato dall’Aula per essersi portato sotto la cattedra della presidenza a “protestare contro le proteste” (un po’ come nei vecchi collettivi di sinistra dove “si deliberava di deliberare”).
La sanzione prevede la sospensione di 6 giorni per  Marco Brugnerotto, Ivan Della Valle e Nicola Bianchi, rei di aver esposto cartelli in aula e 3 per altri 8 deputati, Ferdinando Alberti, Francesco Cariello, Massimo De Rosa, Manlio Di Stefano, Giorgio Sorial, Danilo Toninelli, Davide Tripiedi, Alberto Villarosa.
Ricordiamo che obiettivo della norma è snellire le procedure per l’inadempimento del consumatore, regolato dal nuovo articolo 120-quinquesdecies del Testo Unico Bancario. Il testo prevede che, in caso di mancato pagamento di sette rate del mutuo, il creditore può avvalersi delle procedure per “gestire i rapporti con i consumatori in difficoltà nei pagamenti” inserite nel contratto stipulato a inizio del finanziamento: dopo sette rate mancanti, la banca rientra in possesso dell’immobile ipotecato per venderla, incassando quanto dovuto per rientrare dal finanziamento e dando al debitore l’eventuale incasso extra della vendita. Il problema più grande è che tutto queste avviene in automatico, senza alcuna tutela legale del debitore, in sostanza non è più previsto l’intervento di un super partes in grado di valutare la dinamica (il Tribunale).
Attenzione, nella direttiva europea non si fa alcuna menzione della retroattività quindi in linea di principio la direttiva non può colpire i contratti antecedenti il 21 marzo prossimo, tuttavia bisogna sperare che nella norma non venga inserita. La relazione dei tecnici di Camera e Senato indica al 21 marzo 2016 il termine del recepimento a livello nazionale, anche per contratti già in essere. La clausola insomma potrebbe essere inserita a posteriori.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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