Unioni civili, Manif Pour Tous Italia: "L'appello a Ncd, in nome del popolo del 20 giugno"

03 settembre 2015, Marta Moriconi
Unioni civili, Manif Pour Tous Italia: 'L'appello a Ncd, in nome del popolo del 20 giugno'
 
Maggioranza disunita, colpa del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. Il nodo va sciolto per Renzi, ma per ora Ncd tiene duro e continua a a fare barricate.
Al Senato intanto inizia la discussione in commissione Giustizia e sarà lì che il Pd tenterà una mediazione con gli alfaniani. Ma che ne pensa la Manif Pour Tous Italia? Ne parliamo con il portavoce Filippo Savarese.

"Noi insistiamo su una priorità: una cosa è il matrimonio altra cosa è la disciplina delle unioni civili". Parola di Schifani. E' la strada giusta per la Manif?

"La strada giusta dipende dal giusto traguardo. La stessa Cirinnà dice che le sue unioni civili non sono il matrimonio, eppure sappiamo che non è così. Il nostro obiettivo, quello per cui un milione di persone sono scese in piazza il 20 giugno in rappresentanza della maggioranza degli italiani e della quasi totalità degli elettori di Ncd, è che non sia approvata alcuna legge che istituisca riconoscimenti giuridici pubblici delle unioni tra persone dello stesso sesso. Se così fosse, l'equiparazione che Schifani contesta e l'apertura all'utero in affitto sarebbero comunque immediatamente operate nei Tribunali e nelle Corti. Ci sono giudici che hanno le sentenze già pronte nel cassetto".

"Non è facile trovare un elemento di raccordo ma la speranza è l'ultima a morire". Si traduce compromesso o difficoltà a trovare una mediazione politica che soddisfi tutti?

"So che Ncd sta vivendo un momento critico della sua esperienza politica. Rispetto le riflessioni che stanno facendo molti dei suoi parlamentari, perché siamo in una fase molto complessa. Tuttavia, come ha ricordato recentemente il Senatore Sacconi in una bella lettera ai suoi colleghi, quel partito si ispira a principi e valori essenziali del patrimonio popolare italiano, e tradirli, più o meno apertamente, sarebbe catastrofico alle prossime elezioni, quale che sia il futuro di Ncd, della sua dirigenza e dei suoi componenti. Basti vedere la durissima reazione scatenata dall'intervista dell'On. Dorina Bianchi a favore della stepchild-adoption, che mi pare francamente inconciliabile con una idea popolare, per non dire cristiana, dell'uomo e della famiglia. A nome del popolo del 20 giugno chiedo sul chiaro "No" di Ncd al ddl Cirinnà la massima onestà intellettuale e compattezza politica. Il popolo guarda il Parlamento e trarrà le sue conclusioni".

Renzi, Galantino, Alfano. Un messaggio per ognuno di loro. 

"Al Presidente del Consiglio do un consiglio: lasci perdere la cordata Scalfarotto, Cirinnà, Lo Giudice. Come sa bene lui stesso, quello delle "unioni civili" è un tema di pura ideologia dalla rilevanza sociale assolutamente nulla, buono solo a far perdere voti moderati a chi lo tratta. I circoli territoriali della Manif sono pieni di elettori Pd in bilico o già delusi. Non si illuda inoltre di rifilarci le unioni civili in cambio dei soliti spicci per le famiglie, perché si sbaglia di grosso. Temo che rivolgere un messaggio a Monsignor Galantino sarebbe uno sgarbo al Cardinal Bagnasco, poiché in quanto Presidente della CEI è senz'altro sua la voce più autorevole della Chiesa italiana. Ringrazio Bagnasco per la chiarezza ristabilita coi suoi interventi, in cui ha ribadito che siamo difronte al rischio concreto di aprire al mercato dei figli e che i diritti di chi vuole liberamente convivere in Italia sono già tutelati. Al segretario Alfano ricordo le sue stesse parole, pronunciate nel gennaio 2014: “Se il Pd propone il matrimonio gay ce ne andiamo un attimo prima a gambe levate denunciandolo all’opinione pubblica”. Oggi, a settembre 2015, è l'opinione pubblica che denuncia ad Alfano: vi stanno proponendo il matrimonio gay, che sia chiaro o no. Siamo ancora un attimo prima della catastrofe: rispettate la parola data e andatevene a gambe levate".

Le associazioni Lgbt smentiscono la Cirinnà: "Con noi mai concordata alcuna modifica". Cosa ne pensa? 

"Monica Cirinnà ha condotto la battaglia sulle unioni civili puntando tutto sul suo nome, per questioni di orgoglio personale. Voleva a tutti i costi la medaglietta sul petto, passare alla storia come la promotrice della "più importante modifica del diritto di famiglia degli ultimi decenni", come dice lei. L'orgoglio le ha giocato un brutto scherzo, perché ha iniziato a promettere alle associazioni Lgbt mari e monti, raccontando una cronaca parlamentare tanto rassicurante quanto inesistente. Bisogna dire con tutto rispetto che questa battaglia la sta perdendo: il ddl Cirinnà è caduto in disgrazia nello stesso Pd, e anche se nella peggiore delle ipotesi fosse approvata una qualche legge del tutto riformata, cosa che ovviamente non auspico e di cui allo stato dubito fortemente, comunque non sarà mai la Legge Cirinnà. Quando l'unico movente legislativo è l'ideologia, cioè la disonestà intellettuale, tutti i nodi vengono al pettine". 
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