Grecia, verso il referendum un discorso a “banche chiuse”

30 giugno 2015, Luca Lippi
Grecia, verso il referendum un discorso a “banche chiuse”
Non vogliamo essere cinici, tutt’altro! Tuttavia il discorso di Tsipras suona molto simile a tanti discorsi “toccanti” a tratti molto veri, nelle sfumature più agghiaccianti anche molto vicino al “senso della vita”, però … sembra di sentire la canzone strappacuore del cantautore di turno che canta l’Amore ma poi nei fatti fa la conta dei diritti d’autore. Un po’ come tutti, inutile nascondersi dietro il dito!

La “realtà” è che non c’è un “popolo europeo”, nessuno ha alzato un dito, nessuno si è raccolto in piazza spontaneamente e pacificamente per prendere le parti di un popolo che pur avendo “fatto i suoi compiti” meglio di come li ha fatti l’Italia (per esempio), oggi è ostaggio della politica, quella più becera, quella perpetrata dalla Finanza che ormai detta i discorsi alla politica invece del contrario.

Il paradosso è che il funzionario (Mario Draghi) non nega aiuti, e il politico (Angela Merkel) s’indigna per l’atteggiamento della Troika! 

Che sia il gioco delle parti? Oppure che le lobbies stiano esagerando? In fin dei conti “la finanza” è come un “vitellone” che vuole fare scorribande alla guida di una Rolls Royce (la politica) anziché della solita auto sportiva un pò "da grezzi" o da sfacciati ostentatori di ricchezze “poco sudate”; è una cosa ridicola, e fa solo cose ridicole!

Non ha ragione la Grecia e torto l'Unione Europea, e neanche il contrario, la Grecia è l'aberrazione dell'Unione Europea. Tsipras col suo discorso sembra solo un mendicante col cappello in mano. 

Nel discorso di Tsipras manca la frase che non potrà mai pronunciare perché è un "cerchiobottista" come tutti gli altri, manca il coraggio di rimanere in Europa e di respingere l'Euro, ma non può farlo perchè i militari, gli impiegati pubblici, i beneficiari di decenni di voto di scambio percepiscono lo stipendio in Euro. 

Se Tsipras vuole rispetto allora pronunci il suo discorso col piglio di Milziade, o di Temistocle, e aprisse gli occhi per proteggere le spalle del suo popolo memore di Leonida da Sparta!

Toccante il discorso di Tsipras, giusto in ogni virgola ma Tsipras dimentica cosa ha causato tutto questo, Tsipras ignora che più di qualcuno ha agevolato questa situazione per accumulare benefici “vergognosi”, ed era gente di “cultura greca”, concittadini politici e armatori, bambini viziati incapaci di lavorare realmente che ha accumulato fortune sulla schiena degli altri, ma che ha saputo sopravvivere e “tradire” comprando il consenso, come gli 80 euro di Renzi ma solamente più importanti nelle dimensioni.

Oltre i confini greci c’è un popolo europeo che non esiste, che non capisce il vero significato di quello che sta accadendo, non comprende che la Grecia è talmente piccola che non può essere e non sarà mai un problema (colpa anche dei media), undici milioni di persone delle quali ci si potrebbe occupare con “un’adozione a distanza” senza accorgersene, fatte passare come il male assoluto! Purtroppo sono solo una “cavia” e questo dovrebbe indignare il popolo europeo se esistesse, senza bisogno dei discorsi politici di un leader costretto da se stesso a salvaguardare il suo mandato (sapeva benissimo cosa stava per guidare Tsipras).

Preferiamo pensare che i lettori del discorso di Tsipras provino un moto di orgoglio, uno spunto a mettere giù ogni frivolezza per ricordare a se stesso che la Cultura e la Storia sono la vera e unica LIBERTA’. Tuttavia non c’è più cultura, e, neanche la conoscenza della Storia e allora purtroppo, il discorso di Tsipras provoca solo “pena e angoscia” tipica dell’ignoranza, dell’ignavia e del nichilismo. Povera Grecia, e povera Europa!


autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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