Malware, è impennata. Italia seconda e aumentano gli attacchi all’estero

30 giugno 2016 ore 21:55, intelligo
Malware piaga in Italia è uno dei Paesi dell’UE, è quanto emerge da un recente rapporto redatto da una squadra di esperti di Check Point Software Technologies, società di ricerca informatica. Colpa probabilmente di strumenti obsoleti che caratterizza la dotazione degli internauti lasciando agli hacker campo libero per creare virus di varia natura a una velocità che risulta sconosciuta rispetto agli altri 26 Paesi.
l’Italia è al secondo posto in termini di quantità e frequenza di attacchi hackers subiti sia dai cittadini privati che dalle aziende. Più confortante la situazione se si ampia lo sguardo: a livello mondiale infatti, l’Italia si classifica al 30esimo posto ma con cyber attacchi in costante aumento. Per il secondo mese di consecutivo, i ricercatori hanno evidenziato un aumento delle singole varianti di malware, dato che già in aprile si era registrato un aumento del 50%. L'ultima versione del Threat Index, che monitora come e dove si stanno svolgendo le operazioni di attacco nel mondo in tempo reale, mostra un forte aumento a maggio, pari al 15%, delle varianti di malware attive a livello mondiale. 
Malware, è impennata. Italia seconda e aumentano gli attacchi all’estero
Le principali porte di accesso per virus e malware sono rappresentate da, Facebook, Skype e Gmail che, per loro natura, sono più utilizzati per la condivisione di contenuti in rete. Pertanto tra alta quantità di documenti condivisi è facile nascondere al loro interno i software tanto temuti. Il malware più comune resta Conficker responsabile del 14% di tutti gli attacchi riconosciuti, consente operazioni da remoto proseguendo poi nel download di altri malware e furto di credenziali disattivando i sistemi di sicurezza di Windows Microsoft. Le macchine infettate vengono controllate da una botnet che contatta il server Command&Control. A ruota segue da Tinba, virus che attacca le transazioni bancarie, si attiva non appena l’utente cerca di effettuare il log in sul sito web della propria banca, colpendo in modo particolare verso gli utenti italiani e polacchi. Il versante degli smartphone è colpito prevalentemente dal malware Hummingbad, ideali per prendere in ostaggio telefoni basati su Android ed estorcere denaro per somme molto alte anche superiori ai mille euro. Ove ci si rifiuti, le funzionalità del cellulare sono bloccate.
Non è esente da tali pericoli il sistema iOS. In questo quadro i malware non risparmiano iOS, visto che sono in grado di violare anche i sistemi di sicurezza di Apple.
Il clou si raggiunge quando si espatria, appena scesi dall’aereo, aumenta considerevolmente le possibilità di ricevere un cyber attacco. A rivelarlo è una recente ricerca di Kaspersky Lab, secondo cui nel momento di lasciare l’aeroporto, quasi metà dei viaggiatori (44%) ha già effettuato l’accesso a Internet. In contesto, lontano dalle reti protette, la mancanza di interesse per la sicurezza delle reti gioca a favore dei cyber criminali. Quasi un viaggiatore su cinque (18%) è stato vittima del cyber crimine durante un viaggio, rispetto al 6% di chi è stato vittima di un crimine nella vita reale. Nathan Shuchami, head of threat prevention di Check Point dichiara: ”Rileviamo costantemente un'impennata del numero di varianti di malware attive contro le reti aziendali, che è esemplificativo dell'impegno che gli hacker stanno dedicando a creare nuovi attacchi zero-day, oltre a dimostrare l'importanza della sfida che le aziende affrontano difendendo le loro reti dai cybercriminali . Le organizzazioni devono valutare l'applicazione di soluzioni advanced threat prevention per le proprie reti, per gli endpoint, e per i dispositivi mobili, al fine di bloccare i malware allo stadio pre-infettivo, e garantire una sicurezza effettiva contro le minacce più moderne”.

autore / intelligo
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