Cara e salata acqua: bollette in aumento e pure spreco

30 marzo 2016 ore 15:37, Americo Mascarucci
Acqua sempre più cara in Italia stando almeno ai risultati dell’indagine condotta dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che ha realizzato, per l'undicesimo anno consecutivo, un'indagine sui costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel 2015. 
Come molti sanno in Italia una specifica legge, la cosiddetta legge Galli, introdusse anni fa la gestione idrica integrata suddividendo le varie province italiane in ambiti territoriali dove un'unica gestione avrebbe dovuto garantire servizi efficienti a costi contenuti. Almeno questo era lo spirito della legge che invece a quanto pare non ha per niente funzionato. I cittadini sembrano pagare molto di più oggi con il sistema idrico integrato che prima, quando il servizio veniva gestito dai comuni,l il più delle volte attraverso i tradizionali consorzi o le società idriche. 
Il tutto mentre in Italia impazza il dibattito sulla gestione pubblica delle acque dopo che un apposito referendum ha in pratica bocciato l’ipotesi di privatizzazione dei servizi idrici. 

Cara e salata acqua: bollette in aumento e pure spreco
Ma andiamo a vedere con esattezza  i costi di gestione in tutta Italia. Le regioni centrali si caratterizzano per tariffe più alte con 511 euro annuali e un maggior incremento rispetto al 2014 (468 euro, +9,2%); segue l'area settentrionale (+5,1%) e poi quella meridionale (+3,2%). A livello regionale, le tariffe più elevate si riscontrano nell'ordine in Toscana, Marche, Umbria, Emilia Romagna e Puglia. 
Fra i capoluoghi di provincia, le città più care si confermano quelle toscane: Grosseto e Siena con 663 euro occupano il posto occupato nel 2014 da Firenze, seguono Livorno (628 euro), Pisa (621 euro), Carrara (609 euro).
A livello regionale la maglia nera va alla Toscana: la spesa media in un anno è di 590 euro, con una variazione del 12,2% rispetto al 2014; inoltre, ben nove delle dieci città più costose sono capoluoghi toscani. Evidente rialzo anche in Valle d'Aosta (+10,5%) e in Abruzzo (9,8%).
La regione invece con le tariffe più basse sembra essere il Molise con 142 euro molto al di sotto dei 376 euro di media nazionale. Isernia, con una tariffa media a famiglia di 117 euro all'anno, si attesta come città meno cara di Italia per il servizio idrico. In Regione però si registra anche una più alta percentuale di acqua sprecata rispetto al resto del Paese: 42% rispetto al 33% della media nazionale.
"Auspichiamo che l'introduzione del nuovo sistema di regole omogenee, in tema di qualità contrattuale, possa essere un primo passo per porre tutti i cittadini italiani in una situazione paritaria a livello di diritti legati agli aspetti commerciali, in attesa di un simile provvedimento sulla qualità tecnica che garantisca a tutti l'accesso e la continuità del servizio stesso - afferma Tina Napoli, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva - Accanto ai tre elementi indicati dall'Europa, qualità, accessibilità fisica e accessibilità economica - prosegue - riteniamo indispensabile un ampliamento degli strumenti a tutela del consumatore e una maggiore partecipazione attiva alla definizione del servizio, anche tramite luoghi di consultazione pubblica".

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