Ilva e veleni, domiciliari a Fabio Riva: processo tarantino a maggio

30 marzo 2016 ore 18:09, Americo Mascarucci
Il Tribunale del Riesame di Taranto ha concesso gli arresti domiciliari all'ex vicepresidente dell'Ilva Fabio Riva, detenuto da giugno dell'anno scorso, nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica del Tribunale tarantino sul presunto disastro ambientale provocato dallo stabilimento siderurgico. 
Il processo a carico di 44 persone fisiche e tre società inizierà il prossimo 17 maggio a Taranto. Riva è stato in passato vicepresidente dell'Ilva e dell'azienda Riva fire. 
A dicembre la Cassazione aveva confermato il rischio di inquinamento delle prove ma messo in dubbio quello di reiterazione del reato alla base delle esigenze cautelari dal momento che Riva si è dimesso da ogni incarico nell'azienda di famiglia e da più di due anni lo stabilimento Ilva è commissariato dal Governo. 

Ilva e veleni, domiciliari a Fabio Riva: processo tarantino a maggio
Nel processo tarantino Fabio Riva risponde di associazione per delinquere, corruzione, disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e altri reati. A chiedere gli arresti domiciliari sono stati i difensori dell'uomo. gli avvocati Luca Perrone e Nicola Marseglia. 
In particolare davanti al Riesame l’avvocato Perrone per contestare l’attualità della misura cautelare ha fatto notare che le accuse del maxi processo "Ambiente svenduto" partono dal lontano 1995, anno in cui i Riva acquistarono dallo Stato lo stabilimento siderurgico di Taranto. Accuse che, ha detto il legale "appartengono alla preistoria".
Fabio Riva è stato recentemente sottoposto ad intervento chirurgico e deve fare periodicamente trattamenti terapeutici. L'ex vicepresidente di Riva Fire si consegnò ai finanzieri il 4 giugno 2015 dopo due anni e mezzo di latitanza.

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