Dolore cronico, agonia per gli italiani: 15mln soffrono senza cura

30 marzo 2017 ore 14:10, Micaela Del Monte
Il dolore cronico in Italia è una vera e propria piaga. Sono circa 15 milioni gli italiani che hanno problemi ricorrenti come mal di schiena e l'osteoartrosi, problemi che coinvolgono più di 4 milioni di persone e ha un costo di circa 3,5 miliardi di euro all'anno. I dati sono quelli diffusi in occasione del Congresso internazionale di anestesiologia Simpar-Isura, che apre i battenti oggi (29 marzo) a Firenze. E, a sentire Massimo Allegri, ricercatore presso l’Università di Parma e specialista in anestesia rianimazione e terapia del dolore, che ha organizzato l’evento, il dolore cronico non è affatto sconosciuto agli italiani, che al contrario sono in ben 15 milioni ad accusare una sintomatologia dolorosa. Circa uno su cinque dei nostri connazionali, dunque, soffre di dolori cronici vari, fra  cui i più frequenti sono il mal di schiena e l’osteoartrosi. Problemi che configurano un costo di circa 3,5 miliardi di euro all’anno. 

Dolore cronico, agonia per gli italiani: 15mln soffrono senza cura
DOLORE CRONICO
Andando nelle varie fattispecie, il 70% dei problemi osteoartrosici è legato alla lombalgia, ma vanno “alla grande” anche la cefalea, che affligge 2 milioni di italiani, e i dolori neuropatici periferici, come il diabete. Secondo Allegri, in Italia soffre di dolore cronico “un numero devastante di persone”. Se poi si paragona la situazione nazionale con l’estero si scopre che mentre in Portogallo il costo del mal di schiena “è pari all’8% del pil, in America costa 600 miliardi all’anno”. Infine, Allegri sfata una convinzione molto diffusa fra gli italiani: che il dolore cronico sia sintomo di un problema di tipo tumorale: “Nel 90% dei casi questa associazione è del tutto infondata”. 

Il dolore cronico si definisce come un dolore che persiste oltre i tempi ragionevoli di guarigione. Quando non è associato a tumori si definisce "dolore cronico non oncologico". Mentre il dolore acuto è considerato un sintomo di una malattia sottostante, il dolore cronico presenta caratteristiche tali da poter essere definito esso stesso una malattia. Il dolore cronico associato a danno dei tessuti (come quello dell'osteoartrosi) è definito nocicettivo, mentre quello legato a disfunzione del sistema nervoso (come la nevralgia conseguente a infezione da Herpes zoster) è detto dolore neuropatico. Tale distinzione è importante ai fini della terapia, in quanto i farmaci utilizzati per il dolore nocicettivo, come i FANS, non sono efficaci sul dolore neuropatico, per il quale possono essere indicati anche farmaci antidepressivi o antiepilettici come il gabapentin.

Il dolore cronico è una sindrome che scaturisce da diversi fattori che vanno trattati col fine di migliorare il vivere del paziente, non essendone possibile la guarigione.

ANGOLOGIA
Il dolore è generalmente sintomo di qualcosa che non va bene: un effetto di una patologia in corso. Quando invece non c’è una causa scatenante, e quindi il dolore diventa cronico, occorre parlare di terapia del dolore. Con tale termine si intendono tutti quegli atti farmacologici, interventistici, chirurgici e cognitivo-comportamentali mirati a ridurre il dolore inutile, cioè quella sofferenza che non ha nessuna utilità nell’esserci. In altre parole, si parla di terapia del dolore quando dobbiamo trattare sia il dolore come sintomo che come malattia. L'algologia, o terapia antalgica, detta anche terapia del dolore o medicina del dolore, consiste nell'approccio terapeutico e scientifico al trattamento del dolore.

Il dolore rende spesso il soggetto inabile sia da un punto di vista fisico sia emotivo. Il dolore acuto relativo a un trauma fisico è spesso reversibile naturalmente. Il dolore cronico, invece, generalmente è causato da condizioni solitamente difficili da trattare. Talvolta i neurotrasmettitori continuano a inviare la sensazione del dolore anche quando la causa scatenante non esiste più; per esempio un paziente a cui è stato amputato un arto può provare dolore riferito all'arto mancante (sindrome dell'arto fantasma). Una applicazione dell'algologia è nei malati neoplastici (affetti, cioè, da cancro, un termine derivante dal greco karkinos, "granchio", che venne coniato da Ippocrate, considerato il padre della medicina).
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