Allarme Usa per l'Italia: legami tra M5S e Mosca, non è la prima volta

30 marzo 2017 ore 13:39, Luca Lippi
Nei mesi scorsi l'Amministrazione Usa avrebbe avvertito l'Italia di "fare attenzione ai legami tra governo russo e M5S". Lo riferisce La Stampa in un articolo da Washington firmato da Paolo Mastrolilli. Fonti governative americane hanno spiegato di essere preoccupate in particolare per l'influenza che Mosca starebbe cercando di esercitare sulle prossime elezioni politiche in Italia "nell'ambito di una strategia di interferenza che tocca tutta l'Europa, dopo quella adottata durante le presidenziali degli Stati Uniti".
Quindi dopo la grancassa mediatica dell’influenza di Putin sulle elezioni americane, ora Putin sarebbe destinato anche a interferire pesantemente sulle elezioni politiche italiane, pare, favorendo elementi del M5s.
Ma non finisce qui, il presidente della potente commissione Intelligence del Senato americano, il repubblicano Richard Burr, ha denunciato "manifeste interferenze" di Mosca nel processo elettorale francese e tedesco. La commissione guidata da Burr sta indagando sul 'Russiagate', i presunti legami tra il presidente Donald Trump e la Russia durante le elezioni americane, annunciando di aver convocato già 20 persone che saranno ascoltate in audizione. "Quello che potremmo valutare come un intervento molto celato negli Stati Uniti nel 2016, è un intervento sia manifesto e sia nascosto in Francia e in Germania", ha dichiarato Burr durante una conferenza stampa congiunta con la sua controparte democratica in seno alla commissione, il senatore Mark Warner . "Vi ricordo che siamo a trenta giorni dalla prima elezione, in Francia  (il 23 aprile), con quattro candidati che scenderanno a due per il ballottaggio a maggio (il 7)", ha affermato, indicando che "i russi sono coinvolti attivamente nelle elezioni francesi". Secondo Burr, Mosca può potenzialmente far pendere l'ago della bilancia del risultato elettorale negli Stati europei verso il candidato di sua preferenza. "Quindi sentiamo come parte della nostra responsabilità quella di informare il resto del mondo su quello che sta accadendo", ha spiegato Burr. L'allarme è arrivato proprio all'indomani dell'incontro al Cremlino tra la leader del Front National, Marine Le Pen, e il presidente russo Vladimir Putin. Il mese scorso, il principale avversario della Le Pen, l'indipendente europeista Emmanuel Macron, ha accusato Mosca di ingerenze per minare la sua campagna elettorale diffondendo false voci attraverso i media di Stato.
Allarme Usa per l'Italia: legami tra M5S e Mosca, non è la prima volta
La storia è vecchia, almeno per quanto riguarda il M5S e la Russia. Il quotidiano progressista inglese Guardian a gennaio scorso aveva dedicato un articolo “all’importante cambio di posizione” riguardo alla Russia da parte del leader del M5s. 
Ricordava il quotidiano che, dieci anni fa, dopo l’uccisione della giornalista anti-Putin Anna Politkovskaya, Grillo aveva scritto: “La Russia è una democrazia basata sull’esportazione di gas e petrolio. Se non li esportassero più, tornerebbero a essere la buona, vecchia dittatura di una volta“. Una posizione opposta a quella più recente che è “radicalmente cambiata”, come osserva la corrispondente del giornale (Guardian) a Roma, ricordando come il responsabile per la politica estera del M5s, il parlamentare Manlio Di Stefano, sia un grande sostenitore delle politiche del presidente russo ed abbia salutato il bombardamento di Aleppo da parte delle forze di Mosca e del regime siriano come “la liberazione” della città.
Ha detto al Guardian in merito al M5S un diplomatico “occidentale” che ha scelto l’anonimato Non riusciamo a capire perché si siano messi dalla parte di Putin e non delle Pussy Riot. Riteniamo che abbiano deciso ad un certo punto che la Russia lavori per loro. Sono opportunisti, pensano che sia una tattica vincente per acquisire consensi”. 
Secondo un’altra fonte l’atteggiamento filorusso dei Cinquestelle rappresenterebbe semplicemente un risvolto dellasua filosofia generale anti-establishment". Mentre per una “manciata di diplomatici”, il Partito Democratico, guidato da Matteo Renzi, “potrebbe non essere del tutto in allerta per la potenziale minaccia di un’interferenza russa nelle elezioni italiane e non è così preoccupato dalla questione come dovrebbe”.
Negli ambienti della diplomazia legata a Roma, alcuni ritengono che “il più grande pericolo” nel caso di vittoria alle politiche del M5S non sia tanto un allineamento tra l’Italia e la Russia o un referendum sull’euro, quanto il fatto che “l’Italia ne risulterebbe profondamente danneggiata per la mancanza di esperienza e di capacità di governo del Movimento, problema diventato fin troppo evidente nella cattiva gestione della città di Roma, dal momento della vittoria del sindaco Cinquestelle a giugno”. 
Tuttavia, per altri funzionari stranieri a Roma, “i cambiamenti alla legge elettorale italiana renderebbero difficile una vittoria dei Cinquestelle, calcolo che si basa sul fatto che il M5S si è sempre opposto a stabilire alleanze con altri partiti”.
Il Guardian ha citato infine Igor Pellicciari, docente alla Luiss e corrispondente per Limes da Mosca, secondo cui “la Russia non ha mai fatto nulla per rafforzare il M5S o stabilire con esso un rapporto speciale o per sostenere i Cinquestelle invece di Renzi, per esempio, o Prodi o Berlusconi”. 
Per Pellicciari è vero piuttosto il contrario, “probabilmente in parte a causa dell’impatto economico sanzioni russe, imposte dall’Ue, hanno avuto sull’economia italiana, in particolare nel nord Italia”.
All’articolo del quotidiano inglese a gennaio aveva risposto su Twitter, Danilo Toninelli:A proposito di bufale, ecco il Guardian: ‘Putin pronto a truccare elezioni per favorire M5S’. Sono terrorizzati che il M5S possa vincere”. In un passaggio, senza riferimenti diretti al M5s, si citano le riflessioni di fonti diplomatiche del nostro Paese su una “potenziale minaccia di interferenza russa nelle elezioni italiane”. Ed è a questo passaggio che probabilmente fa riferimento Toninelli nel suo tweet. Ma oggi riesce la storia del M5S e la Russia, e poi uscirà di nuovo il mese prossimo e così via…a proposito di Fake News.

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autore / Luca Lippi
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