Boom del morbillo "romeno" a Padova: ultimi dati da "bollettino di guerra"

30 marzo 2017 ore 17:08, Americo Mascarucci
Sono 1.010 i nuovi casi di morbillo registrati nei primi tre mesi dell'anno. Nelle ultime settimane si sarebbe registrato un boom impressionante a Padova dove, stando a quanto accertato dalle autorità sanitarie locali si tratterebbe di un ceppo proveniente dalla Romania. Sembra un autentico bollettino di guerra il report diffuso settimanalmente dal Ministero della Salute e tutto sembra condurre in un'unica direzione: c'è un'epidemia grave che non cennerebbe a diminuire. Da gennaio 2017, secondo il Ministero della Salute, è stato registrato un preoccupante aumento del numero di casi. Il bollettino pubblicato il 29 marzo sul sito del Ministero e su quello dell’ Istituto superiore di sanità, non lascia spazio a dubbi: a fronte degli 844 casi segnalati in tutto il 2016, nei primi tre mesi di quest’anno ne sono già stati registrati 1.010 – la maggior parte in Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio e Abruzzo.
Solo nelle ultime settimane si sono registrati oltre 50 casi il 33% dei casi con complicanza. 
Boom del morbillo 'romeno' a Padova: ultimi dati da 'bollettino di guerra'

PICCO A PADOVA
L'allarme maggiore si sarebbe riscontrato a Padova con una rilevazione nel solo mese di marzo di oltre 30 casi. Stando a quanto riferito dalla direzione del settore prevenzione dell'Usl 6 Euganea  il virus arriverebbe dall'Est Europa in particolare dalla Romania. Per questo presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Padova si è svolto un corso di formazione sul tema "la prevenzione delle malattie infettive". L'attività di formazione ha coinvolto 50 carabinieri 
A Savona invece la dirigente dell’Ufficio igiene dell’Asl Paola Briata ha lanciato un appello alle famiglie perché si affrettino a vaccinare i propri figli evidenziando come esistano tutti i presupposti perché possa manifestarsi un'epidemia sempre più difficile da debellare. 

L'APPELLO DEL MINISTERO
Il Ministero insiste nel sollecitare le vaccinazioni. 
"La diffusione del morbillo - spiega una nota - è legata al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione nonostante l’infondatezza scientifica della correlazione tra vaccino trivalente (contro morbillo, parotite e rosolia) e autismo. 
"Già due anni fa – dichiara Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) – avevamo segnalato che la soglia di protezione vaccinale dei bambini era scesa all’85%, molto al di sotto di quel 95% necessario per garantire la immunità di gregge della popolazione. E questo, malgrado si tratti di una vaccinazione gratuita e fortemente raccomandata dalle autorità sanitarie perché il morbillo può dar luogo a gravi complicanze come encefaliti, polmoniti, sepsi e in alcuni casi può essere letale".
E' un dato di fatto che al calo delle vaccinazioni abbia fatto seguito un incremento dei casi di morbillo. Da ciò si evince che l'unica strada possibile per prevenire e scongiurare l'insorgenza del virus sta nel vaccinare i bambini. Proprio come ha anche confermato ad Intelligonews il virologo Roberto Burioni. 

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